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7 aprile 2026 - Aggiornato alle 21:06
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L'intimidazione

Furgoncino del Cirs distrutto dalle fiamme: un nuovo attacco alla solidarietà

Incendio a Pasquetta distrugge il furgoncino: è il secondo mezzo colpito in tre anni, indagano i carabinieri mentre l’associazione continua a garantire aiuti a donne e bambini

07 Aprile 2026, 16:43

16:50

Furgoncino del Cirs distrutto dalle fiamme: un nuovo attacco alla solidarietà

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È stato distrutto dalle fiamme il furgoncino che il Cirs, Comitato Italiano Reinserimento Sociale,  utilizza quotidianamente per le sue attività. Il rogo, divampato la giornata di Pasquetta, è stato denunciato ai carabinieri che hanno avviato le indagini per comprendere la natura dell’incendio. Resta adesso il problema della mancanza di un veicolo fondamentale per la gestione sul territorio delle varie necessità. È la seconda volta che viene danneggiato un mezzo in uso al Cirs. A luglio 2022, sempre un incendio, aveva distrutto l’auto impiegata dal centro diretto dalla presidente Maria Celeste Celi. Un precedente che rende l’accaduto ancora più grave e alimenta preoccupazione tra i responsabili dell’associazione.

Il furgoncino distrutto era stato donato a settembre 2022 dopo una raccolta fondi. Ventinove aziende private del Messinese avevano così restituito al Cirs la possibilità di riavere un mezzo a disposizione per il supporto alle donne e ai bambini ospiti della casa famiglia. Grazie al mezzo, l’associazione riusciva a garantire accompagnamenti, interventi e servizi essenziali, rispondendo in modo concreto ai bisogni delle persone accolte.

«Lavorare ogni giorno accanto a persone che vivono situazioni complesse significa anche esporsi e assumersi responsabilità importanti. È un impegno che, talvolta, comporta rischi reali, ma che continuiamo a portare avanti con determinazione» spiega Maria Celeste Celi.

E così come già successo tre anni fa, il Cirs non si ferma. «Nonostante quanto accaduto, le attività proseguono senza interruzioni. La nostra è una missione che richiede coraggio, presenza e responsabilità quotidiana». Condanna per quanto accaduto, colpire una realtà impegnata al servizio delle persone più fragili significa colpire un presidio di cura, dignità e speranza per l’intero territorio.