Riposto
Emergenza 118, fondi bloccati e la postazione resta chiusa
Tradite le promesse della Regione, ferma anche l’ambulanza a Mascali
A distanza di due mesi dal tavolo dei sindaci del distretto sanitario a Palermo, nella sede del Dipartimento per la pianificazione strategica dell’assessorato regionale della Salute, al termine del quale era stato assunto l’impegno di riattivare la postazione del 118 a Riposto e di dotare un medico accompagnatore all’ambulanza della postazione di Mascali, le determinazioni decise in quella sede sono rimaste lettera morta.
La postazione del 118 di Riposto resta sbarrata e l'ambulanza di Mascali continua a operare senza un medico a bordo. Silenzio anche sulla volontà di impegnare una somma di 107mila euro per la copertura dei costi dell’ambulanza nella postazione di via Roma a Riposto, così come era stato concordato nel tavolo regionale. Il tempismo di questa paralisi burocratica è preoccupante, con ricadute sull’utenza di un distretto che in estate si raddoppia.
E con l'arrivo della bella stagione il litorale jonico si prepara ad accogliere migliaia di turisti, portando a un aumento esponenziale della pressione sui servizi di emergenza. In un'area caratterizzata da una viabilità storicamente complessa e da un'alta densità abitativa, la mancanza di un presidio attivo a Riposto rappresenta un rischio concreto. Da qui l’esigenza di una accelerazione. Eppure due mesi fa, dalla riunione in Regione con i sindaci del distretto di Giarre, nella consapevolezza delle esigenze di un vasto territorio, era nettamente emersa la volontà di ripristinare le attività del 118, per garantire interventi tempestivi e risolutivi in un distretto che ha come punto di riferimento il pronto soccorso del Sant’Isidoro di Giarre. Una struttura sanitaria che, oltretutto, eroga servizi e assistenza nel campo dell’emergenza-urgenza, seppure con un personale medico al pronto soccorso sottodimensionato.
Il sindaco di Giarre, Leo Cantarella, nella sua funzione di presidente del comitato dei sindaci non ha nascosto il proprio imbarazzo affermando che sentirà i sindaci del distretto per programmare nuove iniziative di sensibilizzazione. «Attendiamo dalla Regione quelle determinazioni assunte nel tavolo di febbraio - ha detto Cantarella - è necessario un confronto con i riferimenti regionale e comprendere le ragioni di questo fermo». Senza un segnale immediato da Palermo, i sindaci sono pronti a tornare a farsi sentire.