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8 aprile 2026 - Aggiornato alle 12:16
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Rincari

Gasolio alle stelle in Sicilia: «Servono controlli»

Secondo le associazioni di consumatori l'Isola è tra le regione che hanno visto un maggiore rincaro

08 Aprile 2026, 10:31

10:40

Caro-benzina,  chi ha il prezzo più basso e quello più alto tra le big

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Sicilia è una delle regioni in cui l'aumento dei prezzi del gasolio è più consistente: lo affermano le associazioni dei consumatori. Il rialzo giornaliero più alto dei prezzi per il gasolio è nell'Isola, dove un pieno di 50 litri costa 2 euro e 45 centesimi in più di ieri, secondo l'Unione Nazionale Consumatori. «Il gasolio supera i 2,2 euro al litro a Bolzano e Calabria e Lombardia sono a un passo dal varcare quella soglia», dice Massimiliano Dona, presidente dell'associazione. «Secondo i dati Mimit appena pubblicati - spiega - oggi il gasolio più caro si vende, infatti, a Bolzano con 2,205 euro al litro, al 2° posto la Calabria con 2,198, medaglia di bronzo per la Lombardia con 2,195 euro. Le autostrade, dopo l'accordo con Mit, sono solo in quinta posizione.

Per la benzina, invece, vincono le autostrade con 1,825 euro al litro. Poi segue Bolzano con 1,822 euro al litro, medaglia di bronzo per la Calabria con 1,811 euro. Il rialzo maggiore a Bolzano, dove un rifornimento costa 80 cent più di ieri.

Secondo l'elaborazione quotidiana del Codacons sui dati diffusi dal Mimit, oggi in Sicilia il prezzo medio del gasolio self raggiunge 2,190 euro al litro, mentre la benzina self si attesta a 1,811 euro al litro. Rispetto a ieri, il gasolio sale di 4,9 centesimi al litro, passando da 2,141 a 2,190 euro, mentre la benzina aumenta di 0,8 centesimi al litro, da 1,803 a 1,811 euro. Un balzo che spinge la Sicilia tra le regioni più care d'Italia sul fronte del gasolio.

«Un dato gravissimo - afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons - perché mentre il petrolio arretra, i carburanti continuano incredibilmente a salire. Il gasolio è ormai arrivato a un soffio da quota 2,2 euro al litro e questo significa scaricare ancora una volta su famiglie, lavoratori e pendolari costi sempre più pesanti». Per il Codacons, il nodo «resta sempre lo stesso: quando le quotazioni internazionali aumentano, i rincari alla pompa scattano quasi subito; quando invece il petrolio scende, le riduzioni per gli automobilisti arrivano con estrema lentezza. La tregua tra Stati Uniti e Iran e la riapertura di Hormuz hanno infatti coinciso con un calo del greggio, ma tale dinamica non si riflette ancora sui prezzi praticati ai distributori». «Il rischio concreto - prosegue Tanasi - è che si realizzi ancora una volta una doppia velocità a danno degli automobilisti: gli aumenti arrivano immediatamente, mentre i ribassi procedono a rilento. È una dinamica che i consumatori conoscono bene e che non può più essere accettata. Non è tollerabile che, nonostante il calo del petrolio, gli automobilisti siciliani continuino a pagare prezzi sempre più alti. Servono controlli, trasparenza e un intervento deciso per impedire che i cittadini vengano ancora una volta penalizzati».