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8 aprile 2026 - Aggiornato alle 13:51
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Business idrico

Autobotte abusiva: 9mila litri d'acqua senza controlli, scattano i sigilli

Senza SCIA e senza garanzie di salubrità: stangata per il trasportatore

08 Aprile 2026, 12:37

12:40

Autobotte abusiva: 9mila litri d'acqua senza controlli, scattano i sigilli

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Non è solo una questione di scartoffie o di licenze mancate. Quando si parla di «oro blu», la posta in gioco è la salute dei cittadini. I Carabinieri della Stazione di Canicattì, nell’ambito di una stretta decisa sul controllo del territorio, hanno interrotto un giro di approvvigionamento idrico totalmente abusivo, che operava al di fuori di ogni protocollo sanitario e amministrativo.

L’operazione è scattata in flagranza. I militari hanno sorpreso un’autobotte mentre era intenta a riversare ben 9.000 litri di acqua all’interno della cisterna di un’abitazione privata. Un travaso che, a un occhio inesperto, poteva sembrare una normale operazione di routine, ma che nascondeva irregolarità pesantissime.

Dagli accertamenti immediati è emerso un quadro allarmante: il trasportatore era sprovvisto della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e, cosa ancor più grave, non possedeva alcuna documentazione che attestasse la salubrità e la tracciabilità del carico. In altre parole: nessuno sa da dove venisse quell'acqua, né se fosse contaminata.

Mancavano inoltre le autorizzazioni obbligatorie per l'accumulo e il trasporto rilasciate dagli enti competenti. Un «fai-da-te» pericoloso che ha fatto scattare immediatamente il pugno duro della legge.

Il bilancio dell'intervento non lascia spazio a repliche: sanzione amministrativa per 5.500 euro complessivi e diffida immediata alla cessazione dell’attività illecita.

L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di monitoraggio volta a contrastare il fenomeno del trasporto idrico irregolare, una piaga che non solo altera il mercato, ma mette a repentaglio la sicurezza dei consumatori, bypassando i rigidi controlli di potabilità previsti dalla normativa vigente.