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Rimpasto in Giunta: il sindaco Ferro cambia quattro assessori
Rimpasto di giunta verso le comunali 2027, quattro nuovi assessori, quasi 50 milioni di finanziamenti e un nuovo servizio domiciliare, ma poche innovazioni politiche
A Mirabella si guarda alla prossima campagna elettorale per le amministrative 2027 e un segnale ci viene dal rimpasto della Giunta comunale, con la sostituzione dei quattro assessori. «Era in programma già da tempo un cambio della Giunta - dice il sindaco Giovanni Ferro - e per la composizione della squadra di governo ho bisogno di persone con cui entrare in sintonia. I risultati ottenuti dall’amministrazione comunale ci devono rendere tutti orgogliosi e voglio ringraziare gli assessori uscenti (Francesca Crocillà, Paolo Diomante, David Granato e Vincenzo Naso). Nel 2017 noi abbiamo trovato una “casa bruciata” per i debiti causati dal dissesto finanziario ma ne siamo usciti, la mia Amministrazione ha accumulato quasi 50 milioni di euro di finanziamenti e i vari cantieri aperti stanno cambiando in positivo il volto della nostra comunità perché avevamo il sogno di fare e realizzare determinate cose».
«Ad esempio la settimana prossima partirà un servizio domiciliare per anziani e disabili, il più importante nel Calatino ma abbiamo il problema dell'organico del Comune che si è svuotato, oggi abbiamo meno dipendenti e molte volte ci troveremo a sopperire quel dipendente comunale che manca ma facciamolo con l'amore nei confronti della nostra comunità perché siamo qua per servirla».
I quattro assessori nominati sono i consiglieri comunali Simona Fiscella, Valerio Martines (ex assessori nella Giunta Ferro 1), Angelica Di Stefano (ex consigliere comunale), mentre l’unica novità è Iuri Peri (professore associato di economia agraria all’Università di Catania, noto perché figlio dell’ex sindaco comunista Matteo Peri). Questa nuova Giunta non esprime un reale cambiamento e sarebbe stata più opportuna un anno e mezzo fa in occasione di una crisi politica, con l’abbandono della Giunta da parte del gruppo M5S e cattolici di centro.
Rosario Scollo