post ciclone
Probabile la demolizione della parte finale del molo di Schisò
Per ripristinare i danni provocati da "Harry" sarà ridotta l’estensione che caratterizza l'approdo di Giardini Naxos
È probabile il completo smantellamento della parte terminale del molo di Schisò. «È praticamente già decisa - ha reso noto il commissario straordinario, Giovanni Impastato - l’eliminazione di quella parte pericolante di una struttura, comunque, di pertinenza della Regione».
Insomma, si prospetterebbe un nuovo panorama dello skyline giardinese. Il piano di ripristino del complesso marino, fondamentale per l’industria turistica, prevede una riduzione dell’estensione, la più recente degli ultimi anni, nella zona particolarmente colpita dal ciclone “Harry”. Non si sa, però, se la parte completamente devastata dalla furia del mare, potrà essere ripristinata o pensare, invece, a regolare, con una progettazione più moderna e ridotta, il normale flusso della sabbia all’interno di una baia dove proprio il molo è stato additato, dagli ambientalisti per esempio, come un mostro ecologico da eliminare completamente. Un’area caratterizzata da una forte erosione e dove le spiagge, in alcune zone, sono al momento scomparse. Intanto si guarda con fiducia all’avvio della stagione turistica proprio nell’area del porto. Nei giorni scorsi, grazie anche agli sforzi di più Enti e dei privati, si è registrato il primo sbarco, a bordo di tender, dei crocieristi ospiti di una lussuosa nave. Un momento che ha rappresentato l’avvio ufficiale di questo movimento turistico. Sono emerse, però, alcune difficoltà che saranno sicuramente superate.
Lo scenario degli arrivi è stato quello dell’area della statua della Nike che, al momento, è chiusa in parte al transito. Questo a causa della furia del mare. È evidente che è risultata più difficile la gestione delle escursioni dei bus. Si spera, dunque, che tutta l’area possa tornare presto alla piena fruizione. Palazzo dei Naxioti ha avviato in tutta la città indagini attraverso il georadar per verificare la presenza di vuoti occulti al di sotto delle strade. Una volta superata questa fase si provvederà a effettuare le opere necessarie per garantire la sicurezza al transito dei mezzi.