Comune di Palermo
Maggioranza in tempesta, FdI chiede la testa dei “renziani” di Lagalla
Il capogruppo Milazzo dopo la lite Faraone-Aricò: "Chiarimento politico subito". La replica di Italia Viva: "Stia sereno, noi facciamo opposizione"
«Fuori i renziani dall’amministrazione». «Milazzo stia sereno, noi non facciamo parte né della coalizione né tantomeno dell’amministrazione». Il botta e risposta tra Fratelli d’Italia e Italia Viva si accende di una citazione diretta e proverbiale di Matteo Renzi da parte del presidente cittadino Roberto Corsello, mentre da parte del capogruppo di FdI, Giuseppe Milazzo, non è casuale il riferimento non solo agli assessori in carica Maurizio Carta e Totò Orlando e al capo del gruppo del sindaco Dario Chinnici, ma al sottogoverno che conta. Un j’accuse, quello di FdI, a ventiquattr’ore dalla rissa verbale tra il deputato renziano Davide Faraone e l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò. Occasione, come è noto, la presenza dell’assessore meloniano alla stazione centrale per salutare il «Sicilia Express». Milazzo si scaglia contro i «renziani travestiti» e dà a Faraone del «voltagabbana», impegnato in una «sceneggiata che evidenzia tutta la sua incoerenza». Chiediamo una verifica politica e l’immediata estromissione dall’amministrazione di tutti i renziani mascherati da civici e di coloro i quali hanno fatto il salto per aderire alla maggioranza per pura convenienza politica. Non è accettabile far parte di una coalizione di centrodestra a livello locale e stare all’opposizione a Roma.
Era nell’aria - pesante - che non fosse finita lì, e il sindaco quell’aria l’aveva annusata, esprimendo solidarietà ad Aricò e invitando a «evitare derive che rischiano solo di alimentare tensioni». Tuttavia, come filtra da Palazzo delle Aquile, Lagalla pare tirar dritto con i componenti di una coalizione politica e civica che hanno - dicono fonti a lui vicine - sempre dimostrato adesione e lealtà. Ma le tensioni hanno comunque riempito chat e telefonate, in una posizione espressa subito con durezza dal presidente cittadino di FdI Antonio Rini. Insomma, Fratelli d’Italia entra a piedi uniti sulle contraddizioni di una coalizione con tante ombre e penombre. Di chi siano i nomi in ballo, presto detto: vicino a Renzi è il presidente di GH, che gestisce i servizi di handling all’aeroporto, Giuseppe Biundo. Vicina, vicinissima, candidata alle Europee del 2024 per Stati Uniti d’Europa, è Valentina Falletta, responsabile dell’ufficio di staff del sindaco. Il tutto, avendo preso nota sia dell’accusa di «salto di convenienza» da parte di Milazzo, sia dell’allontanamento da Renzi dichiarato dagli uomini di giunta e di consiglio - Carta, Orlando, Chinnici - dopo che il presidente della Regione Renato Schifani, due anni fa, ne aveva chiesto conto a Lagalla per altri attacchi di Faraone.
Paradossale e simmetrica, a gennaio, la schermaglia tra Faraone - che invitava ad aprire il campo senza pregiudizi a figure in area centrodestra - e l’opposizione: tra levate di scudi di Cinquestelle e Avs e inviti alla chiarezza del Pd, oggi la domanda è: Faraone resta in una strana ridotta isolata? Non proprio, a sentire le voci a centrosinistra: come dice la presenza della sua Casa riformista ai tavoli per le amministrative di maggio, la dinamica seguirebbe quelle nazionale e regionale: rotta a sinistra. Corsello dà i crismi dell’ufficialità: «Italia Viva partecipa attivamente a tutti i tavoli del centrosinistra per governare. Chinnici e Orlando? Eletti in liste civiche che non avevano a che vedere con il nostro partito, che era, è e resta all’opposizione».