attivita' sociali
Catania, a San Berillo il centro individuato dal sindaco che potrebbe diventare la nuova Palestra Lupo
Lavori in corso in via Rocchetti. La destinazione suggerita dal sindaco Trantino. Con fondi Poc Metro da 3,5 milioni sarà un polo di inclusione sociale
Palestra Lupo è ormai un ricordo: la procedura per abbattere l’edificio al centro dell’omonima piazza in pieno centro, iniziata pochi giorni fa, va avanti spedita. Entro dicembre al posto di quel centro aggregativo spontaneo, sgomberato con grandi polemiche a fine marzo dopo essere stato occupato per anni, ci sarà una piazza con verde e un innovativo infopoint a forma di sfera. E naturalmente dei parcheggi, per la precisione 139 stalli a raso. Il tutto sarà eseguito con un bando Pnrr (nell’ambito specifico dei Pui, i Piani urbati integrati) per un importo di 3,9 milioni di euro. Ma il patrimonio di esperienze sociali maturate all’interno - dalle riunioni di quartiere passando per i concerti di band del panorama indie da tutta Europa, fino ai corsi di autodifesa per donne e a una ciclofficina - per parola dello stesso sindaco Enrico Trantino, potrebbe trovare nuovo spazio. Come spiegato al nostro quotidiano pochi giorni fa, il primo cittadino ha già individuato un edificio a poca distanza che, con un accordo, potrebbe sostituirlo: è un immobile attualmente in ristrutturazione in via Rocchetti, a San Berillo. La cui storia è però lunga e tormentata.
I lavori per ristrutturare l’edificio, acquisito dal Comune da privati nel 1989, sono attualmente in corso e sono eseguiti dalla ditta Spallina Lucio srl di Gangi (in provincia di Palermo), per un importo di aggiudicazione di 1.741.881,70 euro, compresi 118mila euro per oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso ed escluso Iva. L’aggiudicazione è arrivata nel novembre del 2024, ed è in seno all’intervento denominato “Lavori per il recupero di un immobile di proprietà comunale in via Rocchetti da adibire a centro per l’inclusione sociale”, che è stato ammesso a finanziamento sul Programma operativo complementare Città metropolitane, in breve Poc Metro, con il codice CT I.3.1.a. Ma la storia di questo recupero parte da molto prima. L’inserimento nel Pon Metro (il Programma operativo nazionale, a cui si affianca il Poc Metro) risale infatti al 2018, all’epoca con codice d’intervento CT 4.2.1.b. con una dotazione di 3 milioni e 575mila euro, poi scesa oggi a 3 milioni e 488mila euro: tolte le spese per lavori le “somme a disposizione per l’amministrazione” per le altre incombenze, dagli allacci alle utenze agli arredi, sono 1.746.118,30 euro.
L’iter è poi andato avanti con l’affidamento della progettazione a un raggruppamento temporaneo formato da ing. Pietro Faraone, Itinera Lab srl, ing. Maria Cristina Ferlito, Technoside srl, ing. Francesco Russo, Ing. Giovanni Giordano, dott. Mauro Sebastianelli e arch. Paola Faraone con contratto del 2020 per euro 149.079,28 (oltre oneri previdenziali ed Iva). La consegna del progetto è invece arrivata nel 2023. Da lì il nuovo iter per la ristrutturazione, ora in corso. Ma per arrivarci, oltre alle lungaggini amministrative, non sono certo mancate le problematiche pratiche.
L’edificio, i cui locali ai civici 8, 10 e 12 sono stati peraltro già concessi alla Direzione Famiglia e Politiche sociali dalla giunta Trantino a dicembre 2024 per realizzarvi all’interno “percorsi di autonomia per persone con disabilità” questa volta finanziati dal Pnrr, è stato occupato per lungo tempo. Uno sgombero (dentro 7 persone) è avvenuto a fine ottobre del 2025. Un altro intervento, poche settimane dopo, è stato pubblicizzato dall’amministrazione comunale che parlava in quell’occasione di averlo liberato da «tre cittadini stranieri». All’interno della fatiscente struttura - proseguiva il Comune - sono stati rintracciati due cittadini gambiani regolarmente soggiornanti e un cittadino senegalese risultato irregolare, per il quale è stato immediatamente emesso il provvedimento di espulsione. Tutti e tre sono stati denunciati per occupazione abusiva di bene pubblico e furto aggravato di energia elettrica.
Lo stato della palazzina e del circondario è stato inoltre oggetto per mesi delle richieste di intervento dell’associazione Trame di Quartiere, che opera da anni nella vicina via Pistone. In via Maraffino, adiacente l’area dove al momento è in corso il cantiere, per mesi un cumulo di rifiuti ha ostruito la strada. Ci sono anche stati vari interventi dei vigili del fuoco. Finalmente a settembre del 2025 quello del Comune. A dicembre poi la bonifica definitiva, eseguita da Gema, per l’immobile di via Rocchetti: solo questo intervento è costato 5mila euro.


