il caso
Il paradosso dei Mudibus: la burocrazia ferma le navette elettriche per i turisti (e le assunzioni)
Il Comune non rinnova l'autorizzazione: tre autisti senza lavoro e i turisti perdono il collegamento tra centro storico e Parco
Si sa, ad Agrigento quando qualcosa funziona prima o poi beccherà qualcuno che la fermerà. È accaduto tante volte e sembra proprio possa succedere anche ad un servizio che ha raccolto consensi trasversali da parte dei turisti che ancora – nonostante tutto – raggiungono la nostra città. Stiamo parlando del “Mudibus”, un progetto consolidato nel 2025 e frutto dalla collaborazione tra l’associazione culturale Ecclesia Viva, il Mudia, CoopCulture e il Parco Archeologico della Valle dei Templi. Si trattava di bus elettrici con pochi posti che consentivano di mettere in contatto proprio il centro storico con il patrimonio della Via Sacra che venne legato tra l’altro al cosiddetto “Culture pass”, un biglietto unico che consentiva di visitare tutto il patrimonio culturale di Comune, Arcidiocesi e ovviamente Parco.
Insomma, un’iniziativa che aveva lo scopo di colmare l’assenza di trasporto pubblico adeguato agli scopi turistici e che tra l’altro non aveva nessun costo per il Comune né per i cittadini perché sostenuto economicamente dal Parco archeologico in un circuito anche di valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino.
E invece? Da quanto trapela, nel novembre 2025 Ecclesia Viva aveva chiesto al Municipio di rinnovare l’autorizzazione per la circolazione dei mezzi su strade comunali, che viene concessa solo annualmente – non è chiaro perché visto che, ad esempio, il Libero Consorzio la concede in modo permanente – e quindi non è possibile organizzare il servizio per l’anno in corso. Questo impedirà l’assunzione di tre persone, impegnate come autisti, e farà venire meno un importante servizio per i visitatori di quella che continua a qualificarsi come “la più bella città dei mortali” ma continua a respingere chiunque si voglia avvicinare ad essa.
Dal Comune, va precisato, al momento nessun «no»: solo un prolungato e ingiustificato silenzio.