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9 aprile 2026 - Aggiornato alle 10:54
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la polemica

Nel trapanese la festa, la lotteria e l'indignazione degli animalisti che alzano i toni. La risposta: «Ci sono le leggi e le rispettiamo»

A Calatafimi Segesta il sorteggio della festa del Santissimo Crocifisso mette in palio un vitello di 300 kg: Oipa e animalisti indignati, gli organizzatori rivendicano la legalità e la tradizione

09 Aprile 2026, 10:09

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Nel trapanese la festa, la lotteria e l'indignazione degli animalisti che alzano i toni. La risposta: «Ci sono le leggi e le rispettiamo»

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Calatafimi Segesta, in provincia di Trapani, scoppia la controversia per la lotteria della festa del Santissimo Crocifisso, in programma dall'1 al 3 maggio: il primo premio è un vitello vivo di 3 quintali "di razza meticcia". L'iniziativa, promossa dall'associazione ceto Massari e organizzata dal Comune, ha suscitato indignazione tra gli animalisti.

Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) ha reagito con una diffida formale al Comune e alle autorità competenti, chiedendo l'annullamento immediato del premio che tratta un essere senziente come un oggetto da assegnare a una lotteria.

La condanna di Oipa: "Anacronistico e diseducativo"

Massimo Comparotto, presidente Oipa Italia, ha definito l'evento "inaccettabile nel 2026". "Normalizza lo sfruttamento di vite innocenti, in contrasto con la sensibilità moderna e normativa che riconosce gli animali come esseri senzienti", ha dichiarato.

L'associazione evidenzia i rischi etici e pratici: un vitello da 300 kg assegnato casualmente richiede responsabilità che una lotteria non garantisce. "Il nobile fine di omaggiare il protettore si raggiunge senza eliminare una creatura innocente", aggiunge Comparotto. Oipa si riserva ulteriori azioni legali in attesa di risposta dal Comune.

La difesa degli organizzatori: "Legale per la normativa siciliana"

Giuseppe Avila, presidente dell'associazione ceto Massari, replica sottolineando la legittimità dell'iniziativa. "Il vitello non è un animale d'affezione, quindi non vietato dall'art.12 della legge regionale siciliana n.15/2022, comma 5, lett. d", spiega.

Questa norma proibisce cani, gatti e simili come premi in sagre, lotterie e fiere, ma non bovini. "Il sorteggio rispetta le regole sul benessere animale e la sicurezza pubblica; il ricavato finanzia la festa patronale", assicura Avila. L'associazione ceto Massari custodisce da più di cinque secoli la devozione e la fede e nello stesso tempo ci sono tutte le autorizzazioni amministrative e sanitarie per una festa che viene ripresa dopo 14 anni di stop.