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Isola, piazze intitolate alle vittime di mafia ma i nomi restano "fantasma". Il Sindaco: «Scelta tecnica legata alla sicurezza»
Il caso di Piano Ponente e Piano Levante
Tra toponomastica e memoria civica, un caso ad Isola delle Femmine è arrivato all’Ars grazie ad un’interrogazione parlamentare del deputato Ismaele La Vardera. Due piazze, intitolate con una delibera del 2015 alle vittime di mafia Vincenzo Enea e Nicolò Piombino, non hanno mai visto né nei documenti istituzionali né nella segnaletica il cambio di nome.
Al deputato di Controcorrente si era unita anche la figlia di Enea, Elisa, che difende la memoria del padre imprenditore edile ucciso da Cosa Nostra nel 1982. Il sindaco di Isola delle Femmine, Orazio Nevoloso, in conformità con la versione fornita sia da La Vardera che da Elisa Enea, ha spiegato che la scelta di non modificare i documenti ufficiale è una decisione tecnica, unicamente volta alla sicurezza dei cittadini. Il riferimento è al Piano di Protezione Civile, aggiornato nel 2023: in quell’occasione il Consiglio comunale ha codificato le aree di emergenza, spazi destinati ad accogliere popolazione e soccorritori in caso di calamità, adottando – continua il sindaco - nomi semplici e immediati per facilitarne il riconoscimento rapido.
Per questo motivo, la piazza è stata denominata con il suo vecchio nome, ossia “Piano Ponente”, così come anche la Piazza Nicolò Piombino continua a essere indicata come “Piano Levante”. Nevoloso assicura infine che in occasione del nuovo aggiornamento del piano, si darà mandato agli uffici di rivedere i nomi delle aree di attesa, valorizzando al meglio la memoria delle vittime di mafia il cui ricordo rappresenta un pilastro della nostra identità civile.