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10 aprile 2026 - Aggiornato alle 10:11
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Cronaca

Scicli, l'anziano fracassone e la strage scampata in via dei Miracoli

Sembra che l'uomo avesse predisposto tutto per fare scoppiare con una bombola di gas il palazzo dei condomini che lo contestavano

10 Aprile 2026, 08:05

09:43

Scicli e l'anziano fracassone, in via dei Miracoli ci vuole un miracolo

Il condominio di via dei Miracoli

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Ieri, in un palazzo qualunque di via dei Miracoli, la città ha sfiorato una tragedia che avrebbe potuto segnare per sempre la vita di decine di persone. Un passo appena, ancora un altro, e sarebbe stata una strage.

Per Vittorio Tasca, 86 anni, sciclitano, separato, padre di due figli, l’idea che un’amministratrice di sostegno potesse gestire le sue finanze avrebbe potuto assumere il peso di una condanna. Nella sua mente fragile, quel provvedimento non sarebbe stato una tutela, ma la fine della libertà. Lo aveva detto, lo aveva annunciato: se fosse arrivata la sua fine, non sarebbe stato l’unico a pagarne il prezzo.

Da due anni la sua vita era precipitata in un territorio instabile, segnato da comportamenti sempre più difficili da contenere. Rumori nel cuore della notte, spari, urla improvvise: un tormento per i condomini, ma anche il segnale evidente di un dolore che nessuno riusciva più a intercettare davvero.

I vicini avevano tentato ogni strada possibile, istituzionale e legale, per ottenere un intervento che proteggesse lui e loro. Due anni di richieste, di attese, di speranze disattese. Il provvedimento dell’autorità giudiziaria è arrivato ma in ritardo, quando ormai la vicenda era diventata un caso mediatico, un palcoscenico per telecamere in cerca di un nuovo spettacolo. Vittorio, un tempo fotografo a Scicli e lavoratore in un caseificio a Firenze, era stato trasformato in un personaggio nazionale, e quell’attenzione aveva alimentato il suo tormento interiore.

Quando i veri condomini hanno capito che la denuncia pubblica non avrebbe accelerato nulla, le televisioni hanno iniziato a cercare altro. Una vicenda costruita sulla fragilità di un uomo e sulla disperazione di un intero palazzo.

Ieri mattina, però, la storia ha imboccato la sua curva più buia. Vittorio ha affisso un manifesto pieno di insulti rivolti alle donne del condominio. Era il segnale che qualcosa stava per accadere. Da giorni si era fatto consegnare una bombola di gas aggiuntiva. Ieri avrebbe aperto le valvole, deciso a far saltare tutto. Ha preparato una corda. Ha ingerito candeggina. Un crescendo disperato, lucido nella sua follia.

Carabinieri e vigili del fuoco sono intervenuti con coraggio: hanno staccato la corrente, sfondato la porta, lo hanno trovato agonizzante in bagno. Lo hanno portato in ospedale, dove è morto poco dopo per gravi complicazioni respiratorie.

Ieri poteva essere una strage. È stata invece l’ultima, drammatica pagina della solitudine di un uomo che nessuno è riuscito a salvare in tempo.