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La storia

"SuperMario" in carrozzina: Siracusa, un videogioco crudele di barriere e indifferenza

Tra barriere architettoniche e indifferenza politica, la quotidiana battaglia di Sebastiano, disabile da quasi 30 anni e l'appello per l'approvazione del PEBA

10 Aprile 2026, 11:59

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"SuperMario" in carrozzina: Siracusa, un videogioco crudele di barriere e indifferenza

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Un “SuperMario” in sedia a rotelle dentro un videogioco crudele. È il ritratto impietoso ma realistico che Sebastiano Bufalino, 67 anni, in carrozzina motorizzata dal 1997, accetta e condivide, durante una delle sue visite quotidiane a Siracusa, lui che abita a Città Giardino e che di restare chiuso in casa non ci pensa proprio.

In questo videogioco infernale che sono le barriere architettoniche e la maleducazione di alcuni, l'uomo ci sta da 29 anni, da quando un incidente stradale gli ha stravolto la vita.

«Giro ogni giorno per Siracusa, ho bisogno della mia libertà: mi alzo alle 7, vado al bar, al supermercato, alle 9.50 prendo il pullman e scendo in Ortigia». Lì iniziano i problemi: «perché dopo il lungomare di levante, arrivato al Talete devo immettermi sulla strada, il percorso è interdetto dai blocchi, col rischio che qualche macchina mi metta sotto». Automobilisti a volte comprensivi, altre volte impazienti, mi suonano dietro per farmi spostare.

Gli ostacoli che Sebastiano incontra sono innumerevoli, dagli scivoli sul Ponte Umbertino non a norma ai marciapiedi senza discesa, dai bar con gradini che non permettono l'ingresso di una carrozzina alle basole mancanti, al manto stradale spaccato, alle automobili posteggiate davanti alle strisce pedonali.

Ogni volta che deve prendere il pullman per tornare a casa, alla fermata dei Villini, l'uomo becca «un scalone che mi fa prendere una botta alla schiena, Corso Gelone con i marciapiedi che sono un macello, le persone che guardano noi in carrozzina con pena, quando invece sprigioniamo coraggio».

Siccome a Siracusa c'è un Peba - il piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche - non ancora approvato, Sebastiano augura «ai politici di ogni colore, di provare a vivere la città per 8 ore su una carrozzina. Da qui tutto si vede a metà». Lui se lo chiede «come mai la politica non capisce che rispettare chi è nella mia condizione sia essenziale. La vera disabilità è quella di chi non vuole capire». La carrozzina sulla quale Sebastiano si sposta «è nuova, perché la precedente si è rotta a forza di imbattermi in dislivelli, buche e gradini».

La proposta è di approvare il Peba, censire le barriere architettoniche, programmare gli interventi, manutenere le infrastrutture, rafforzare i controlli sul rispetto di spazi e accessi dedicati. In assenza di tutto ciò, chi come lui si sposta a Siracusa su una carrozzina resterà ostaggio di un videogioco maledetto.

Si sposta di qualche metro, Sebastiano, e gli avvallamenti di via Foro Siracusano rischiano di ribaltargli la carrozzina. Ci saluta, superato il pericolo.

«Nonostante tutto, la cosa più bella della vita è vivere».