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l'emergenza

Piogge abbondanti, invasi siciliani in affanno: solo un terzo della capacità utilizzabile. La Regione: «Nessuna criticità»

Sedimenti e manutenzione carente da decenni lasciano utilizzabili solo 370 milioni di metri cubi

10 Aprile 2026, 13:17

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Piogge abbondanti, invasi siciliani in affanno: solo un terzo della capacità utilizzabile. La Regione: «Nessuna criticità»

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Nonostante le piogge abbondanti degli ultimi mesi, il quadro degli invasi siciliani resta delicato. Lo indica il report dell’Autorità di Bacino, pubblicato sul sito della Regione e aggiornato all’1 marzo, secondo cui a fronte di una capacità potenziale di accumulo pari a circa un miliardo di metri cubi d'acqua — volume che sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno dell’isola — le dighe contengono attualmente 536,11 milioni di metri cubi.

A questo totale vanno però sottratti circa 160 milioni di metri cubi di sedimenti (sabbia e terra) accumulati nel tempo e mai rimossi: il volume effettivamente utilizzabile si attesta così attorno ai 370 milioni di metri cubi, poco più di un terzo della capienza teorica.

Tra i numeri più significativi spiccano quelli della diga Garcia, nel Palermitano, che a fronte di 80 milioni di metri cubi di capacità ha invasato 30 milioni; la Nicoletti, con 8,54 milioni rispetto a un limite di 20,20; e la Pozzillo, che può arrivare a 150 milioni ma ne trattiene 53.

La limitata funzionalità delle opere di sbarramento è un tema annoso: solo 25 delle 45 dighe siciliane operano a pieno regime, mentre molte attendono ancora i collaudi o richiedono interventi di manutenzione per criticità emerse in fase di verifica. Cinque risultano di fatto inutilizzabili per “interrimento”, ossia per l’accumulo massiccio di materiali che non è mai stato rimosso.

“La verità è che le dighe sono state considerate contenitori a perdere e gli enti hanno rinunciato a pulirle perché ormai è troppo costoso: svuotare del fango un invaso oggi costa quanto costruirne uno nuovo”, osserva l’ingegnere Leonardo Santoro, che fino a febbraio ha guidato l’Autorità di Bacino.

Già nel 2024 aveva indicato l’urgenza di interventi strutturali, elencando le misure prioritarie: “sfangamento, interventi di riduzione dell’apporto solido, riefficientamento impiantistico, idraulico, consolidamenti statici e collaudi”.

Dopo la grave crisi idrica degli ultimi due anni, il governo regionale guidato da Renato Schifani ha varato contromisure: tra fondi nazionali e regionali sono stati stanziati circa 170 milioni di euro. Le azioni si sono concentrate soprattutto sulla perforazione di nuovi pozzi e sui primi lavori per ridurre le perdite di una rete colabrodo. Questi interventi hanno già consentito di recuperare 2.000 litri al secondo di acqua; entro sei mesi se ne aggiungeranno altri 1.500 e, nell’arco di due anni, ulteriori 500.

Sulla lettura del quadro attuale interviene però l’Autorità di Bacino. “Nessuna situazione critica negli invasi siciliani, come è facile evincere dal report, aggiornato al primo marzo e appena pubblicato dall’Autorità di bacino della Regione. L’interpretazione dei dati fatta da alcuni di organi di stampa, infatti, è fuorviante e non restituisce il quadro reale. Gli invasi registrano, infatti, un livello di acqua superiore del 57% rispetto al 2025 e del 38% rispetto al mese scorso, un incremento significativo che testimonia un netto miglioramento della disponibilità idrica grazie alle abbondanti piogge e ai lavori che hanno consentito di captare maggiormente questa acqua. A queste riserve idriche si aggiungono, inoltre, gli oltre 2.000 litri al secondo, che diventeranno presto 4.000, già recuperati grazie alle centinaia di interventi della Regione sui pozzi e reti, oltre all’apporto dei tre dissalatori costruiti a Trapani, Porto Empedocle e Gela. Si tratta di risultati concreti che vanno nella direzione di una gestione più efficiente e strutturata della risorsa idrica. I dati della tabella non tengono ancora conto dell'acqua invasata nel mese di marzo che, come è noto, è stato particolarmente piovoso. A giorni sarà possibile consultare il nuovo report”

dichiara in una nota il segretario generale ad interim, Carmelo Frittitta.