dissesto idrogeologico
La provincia di Caltanissetta è fragile: per "salvare" Sutera bisogna aggiornare il Pai, a Niscemi torna la paura della frana
Sopralluoghi dei tecnici e appello all'aggiornamento del piano per l'assetto idrogeologico , previsti anche interventi di prevenzione
Due comuni della provincia di Caltanissetta, Niscemi e Sutera, sono al centro di un'emergenza franosa che sta mettendo in ginocchio interi quartieri. Dopo il dramma di gennaio a Niscemi, con una frana gigantesca che ha evacuato oltre 1.500 persone, ora è Sutera a tremare: la terra cede, case diventano inagibili e famiglie lasciano le abitazioni in via precauzionale. La Sicilia centro-occidentale paga il prezzo di un territorio fragile, dove dissesto idrogeologico e cambiamenti climatici si intrecciano in un circolo vizioso di rischi e abbandono. Questa mattina a Sutera c'è stato un sopralluogo della protezione civile e del Genio civile. I tecnici hanno visionato quanto sta accadendo e nello stesso tempo hanno ben evidenziato che bisogna aggiornare il Pai, cioè il piano per l'assetto idrogeologico.
A Niscemi torna l'incubo
La scorsa notte a Niscemi si sono vissuti momenti di terrore. In una palazzina di via Caracciolo, dove i residenti sono rientrati da qualche settimana, il pavimento si è lesionato creando il panico. L'incubo della frana ha avuto il sopravvento e i residenti sono scesi per strada. Sul posto nel giro di pochissimo tempo sono giunti i vigili del fuoco che hanno effettuato un primo sopralluogo. Anche questa mattina i pompieri hanno fatto ritorno per accertare che la lesione del pavimento non ha nulla a che vedere con il movimento franoso che ha caratterizzato il quartiere Sante Croci lo scorso 25 gennaio.
Sutera: Il quartiere Rubatello sospeso nel vuoto
Pochi giorni fa, all'inizio di aprile, la terra ha ceduto anche a Sutera, borgo di mille anime in provincia di Caltanissetta. Il quartiere Rubatello è l'epicentro: sei famiglie evacuate, tra cui l'ex sindaca Giusi Catania. Diverse case dichiarate inagibili, con il movimento del suolo che procede costante. I primi segnali risalgono a 15 anni fa, con rotture di condotte idriche che hanno innescato un deterioramento progressivo. Ora, via San Giuseppe è un'area a rischio: il dissesto idrogeologico è passato da potenziale a emergenza reale, con equilibri precari misurati in centimetri. Da qui il sopralluogo e una riunione operativa per iniziare a pensare ai primi interventi da portare avanti.
Cause comuni: un territorio fragile e abbandonato
Niscemi e Sutera condividono geologia e storia. Suoli argillosi instabili, piogge torrenziali e mancanza di manutenzione amplificano i rischi. La mappa Idrogeo di Ispra indica 1,3 milioni di siciliani esposti a frane, con il Nisseno tra le zone più critiche. Clima impazzito – siccità alternate a nubifragi – e urbanizzazione sregolata aggravano il quadro. A Sutera, condotte rotte hanno saturato il terreno; a Niscemi, l'altopiano franoso è un fenomeno storico riattivato dal maltempo del gennaio 2026.
Prospettive: serve prevenzione, non solo emergenza
Queste frane riaccendono l'allarme sul dissesto idrogeologico siciliano. Servono consolidamenti geologici, rifacimento reti idriche e piani urbanistici seri. La Sicilia, con 7.000 frane censite, non può permettersi altri "Sutera" o "Niscemi".