Giarre
Il Comune non ha più soldi, dopo le aiuole anche i parchi verranno affidati ai privati. «Dobbiamo combattere contro il degrado»
Bandi per l’apertura di chioschi e aree ristoro in cambio della manutenzione costante
Il verde pubblico a Giarre è in disarmo, tra parchi chiusi per inagibilità strutturali e grandi spazi come la villa Margherita, l’area a verde di via Pertini e nella rotatoria del viale Don Minzoni, in totale stato di degrado. Criticità diffuse sul territorio che l’Amministrazione Cantarella intende affrontare attraverso una strategia concreta e risolutiva. Sul delicato tema interviene il sindaco Leo Cantarella: «Il nostro territorio vanta una dotazione di aree verdi proporzionalmente superiore a quasi tutti i comuni della Sicilia. Se da un lato questo è un vanto, dall’altro genera una gestione insostenibile a fronte di ettari di parchi. Il Comune dispone oggi di un solo giardiniere. E le attuali restrizioni normative e di bilancio ci impediscono di assumere il personale necessario per una manutenzione costante e capillare. È una realtà difficile, che ha portato, nel tempo, alla chiusura o al degrado di spazi che meriterebbero ben altra sorte».
Il primo cittadino cita un caso emblematico, il parco Jungo di corso Europa, attualmente sottratto alla pubblica fruizione «a causa di una vecchia ordinanza dirigenziale legata a criticità strutturali nell’arena. Siamo consapevoli del disagio, ma la sicurezza dei cittadini resta la nostra priorità assoluta. Non possiamo più attendere che le risorse piovano dall’alto - afferma il sindaco Cantarella - per questo motivo questa Amministrazione, in sinergia con la commissione consiliare di competenza, ha deciso di intraprendere una coraggiosa nuova strada: la predisposizione di bandi pubblici per destinare le aree a verde degradate a soggetti privati. L’obbiettivo è duplice e virtuoso: consentire l’apertura di attività ricettive e ricreative all’interno dei parchi (chioschi, aree ristoro, centri sportivi). I privati che otterranno la gestione avranno l’obbligo contrattuale di garantire la pulizia, la cura del verde e l’apertura costante.»
«In questo modo - conclude Cantarella - restituiremo dignità al nostro territorio, garantiremo sicurezza e decoro e trasformeremo aree oggi chiuse in luoghi vivi di aggregazione sociale».