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10 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:47
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l'incidente

La gru che si spezza, il volo di 30 metri e la morte di due operai che lavoravano in nero: cosa sappiamo della tragedia di Palermo

Le vittime sono un tunisino e un romeno deceduti dopo un tremendo volo. Fatale il cedimento del braccetto mentre operavano dal 15esimo piano di un palazzo. La Procura indaga per omicidio colposo

10 Aprile 2026, 22:01

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La gru che si spezza, il volo di 30 metri e la morte di due operai che lavoravano in nero: cosa sappiamo della tragedia di Palermo

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Ancora morti bianche in Sicilia con un'ombra che lascia senza fiato: operai che perdono la vita, lavorando in nero, in un incidente. Non una novità purtroppo, intollerabile nel 2026. La tragedia a Palermo, con due persone rimaste uccise dopo un volo dal cestello di una gru mentre stavano eseguendo interventi di manutenzione al sottobalcone del decimo piano di un edificio in via Marturano, una via non distante dallo stadio «Renzo Barbera», a pochi metri dal teatro dedicato a Don Bosco.

La seconda sezione del braccio dell'autogru si è spezzata e il cestello, con a bordo Daniluc Tiberi Un Mihai, 49 anni, di origini romene, e Najahi Jaleleddine, 41 anni, tunisino, è crollato per decine di metri. Entrambi sono deceduti sul colpo. Nella caduta, il braccio e il cestello hanno sfondato la tettoia del rivenditore di pneumatici ai piedi del palazzo, e sono finiti anche sullo scivolo di un'officina revisioni vicina. Secondo le prime verifiche, coordinate dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro, i due lavoratori operavano "in nero", senza contratto: elemento confermato dalle testimonianze dei familiari e dal fatto che non risultano iscritti né alla Cassa Edile né alla Edilcassa, anche se pare che uno dei due lavoratori sia stato registrato poco dopo l'incidente mortale, un dettaglio non certo sul quale gli inquirenti stanno lavorando.

Gli operai, secondo quanto ricostruito, erano al quindicesimo giorno di cantiere: avevano già completato circa metà dell'intervento sull'ampio balcone dell'attico e stavano per montare l'ultimo pannello d'angolo, per poi procedere con intonaco e tinteggiatura. Resta da chiarire la dinamica esatta del cedimento. Non si esclude che il braccio della gru, noleggiata dalla Edil Tech Costruzioni presso la ditta Agliuzza Sollevamenti, possa aver collassato per eccessiva estensione sotto carico. In prossimità del cestello non sono state rinvenute imbracature, e alcuni testimoni riferiscono che sarebbero state lasciate sul camion. Non è ancora accertato se le vittime indossassero il casco. Gli inquirenti stanno inoltre valutando la posizione del mezzo, parcheggiato all'angolo della strada per non intralciare l'attività del gommista: qualcuno, pare, avrebbe suggerito di avvicinarlo, ma è stato ritrovato distante dal punto in cui andava collocato l'ultimo pannello. Le indagini sono affidate alla polizia e ai tecnici dello Spresal dell'Asp, sotto il coordinamento della Procura di Palermo, per definire responsabilità e profili di sicurezza: verranno approfonditi lo stato di manutenzione della gru, l'uso dei dispositivi di protezione individuale e le abilitazioni per i lavori in quota. Nel crollo è rimasto ferito un dipendente del gommista, Emanuele Parise, 35 anni, padre di tre figli, ricoverato all'ospedale Villa Sofia con la frattura del setto nasale: per fortuna le sue condizioni non sono gravi. La Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo: risultano indagati, come atto dovuto, il titolare della Edil Tech e il proprietario dell'appartamento oggetto dei lavori, che potranno nominare propri consulenti per l'autopsia fissata per lunedì all'Istituto di Medicina Legale del Policlinico, dove sarà effettuato l'esame sul corpo delle povere vittime. Oltre ai familiari dell'operaio rumeno e tunisino, saranno sentiti l'operatore alla guida della gru, il direttore dei lavori, il responsabile della sicurezza e i titolari sia dell'impresa edile sia della società di noleggio del mezzo. I corpi dei due operai sono già stati trasferiti all'<strong'obitorio del="" policlinico<="" strong=""> in attesa degli esami autoptici.</strong'obitorio>