le reazioni
«Un ennesimo operaicidio, non è fatalità: ora via alla mobilitazione tutti insieme», i sindacati dicono basta
Dopo la tragedia di via Marturano rabbia e sdegno dai rappresentanti di categoria che chiedono di investire in prevenzione, formazione e controlli continui
«Da oggi parte per noi una grande mobilitazione unitaria sul tema della salvaguardia della vita dei lavoratori. Non è più accettabile assistere a questi gravissimi episodi e a questa scia di sangue». Nei prossimi giorni definiremo le iniziative attraverso le assemblee con i lavoratori, perché è giunto il momento di agire per salvare delle vite». Annunciano cosi la mobilitazione unitaria, Cgil Cisl Uil Palermo e Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Palermo, con i segretari generali Mario Ridulfo, Federica Badami, Luisella Lionti, Piero Ceraulo, Francesco Danese e Pasquale De Vardo, sul tema della sicurezza sul lavoro dopo la tragedia di Palermo, con due operai morti e uno ferito gravemente un altro lavoratore.
Nei prossimi giorni partiranno le assemblee nei luoghi di lavoro, altre iniziative in corso di definizione che coinvolgeranno tutta la città e alla fine una grande manifestazione. «Coinvolgeremo tutta la città, le istituzioni e tutti coloro che sul tema della sicurezza sul lavoro, hanno una grande responsabilità. Si agisca ora in modo sinergico, il sindacato unitario lo chiede a gran voce», concludono Ridulfo, Badami, Lionti, Ceraulo, Danese e De Vardo.
Per i sindacati si tratterebbe «dell’ennesimo operaicidio - come afferma il segretario generale della Fillea Cgil Antonio Di Franco - Nessuna fatalità, ci troviamo di fronte all’ennesimo operaicidio dove vanno individuate e accertate le responsabilità, senza vie di fuga per i colpevoli. Nell’esprimere solidarietà alla famiglia, ci mostriamo immediatamente disponibili a intervenire in supporto ai familiari». Gli fanno eco la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani, Francesco Danese. «Siamo avviliti, stanchi, con un dolore immenso e con il pensiero rivolto ai familiari, ai colleghi di questi due lavoratori morti in un modo assurdo e inaccettabile, e al terzo ferito – scrivono i sindacalisti - Non riusciamo a comprendere come un’emergenza nazionale di questa portata, che ogni giorno conta feriti e spesso, come accaduto oggi, anche vittime, non sia la priorità per tutti, come dovrebbe essere, invece, la tutela della salute e della vita dei lavoratori. Siamo dell’idea che un’emergenza come questa vada combattuta con strumenti emergenziali».
Dello stesso avviso la segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, per la quale «bisogna investire in prevenzione, formazione e controlli continui, perché dietro ogni numero ci sono persone e famiglie – dice Lionti - Serve una svolta concreta e immediata affinché la sicurezza non resti solo una parola nei protocolli». Anche Ance Palermo ha voluto esprimere il proprio dolore. «Da tempo ci spendiamo per la sicurezza nei cantieri e perché tutti gli operai possano lavorare in condizioni di tranquillità anche se sappiamo che il rischio zero, nel nostro lavoro, non esiste – ha detto il presidente Giuseppe Puccio - Auspichiamo che si chiariscano presto dinamica e responsabilità, sottolineando che in questo percorso di tutela di imprese e lavoratori, tutti devono fare sempre la loro parte».
Così anche il Codacons che si domanda come possa essere tollerabile morire di lavoro nel 2026: «Servono ispezioni vere, manutenzioni rigorose, verifiche periodiche e un controllo continuo sull’idoneità tecnica dei mezzi utilizzati», dice Francesco Tanasi.