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Quei corpi uno accanto all’altro, i testimoni: «Come una bomba, si vedeva che era una situazione pericolosa»
Il racconto di chi era presente quando la gru in via Martorana ha ceduto, facendo precipitare due operai che hanno perso la vita. «Dalla dinamica poteva andare anche peggio»
Li hanno ritrovati uno accanto all’altro, quasi fossero abbracciati, per avere l’illusione di proteggersi a vicenda dopo un volo di trenta metri che entrambi sapevano non avrebbe lasciato scampo. Daniluc Tiberi e Najahi Jaleleddine, gli operai morti ieri in via Marturano, giacciono a pochi centimetri di distanza, coperti da un telo.
«Ho sentito un boato, come se fosse crollato un palazzo. Ero all’interno della stanza e stavo lavorando, mi sono affacciato e ho visto la gru, il cestello sulla pensilina e i due poveri operai a terra nello scivolo. Uno a faccia in giù, uno a faccia in aria. Ho provato tanto dolore. È stato rumore fragoroso come se fosse scoppiata una bomba».
La drammatica testimonianza di un residente racconta cosa sono stati i terribili momenti dell'incidente di via Marturano. Secondo le prime ricostruzioni, il cestello di una gru avrebbe ceduto durante interventi sulla facciata e sui balconi di un edificio, precipitando sulla tettoia di un gommista. Una terza persona è rimasta ferita, un uomo di 34 anni, che è stato ricoverato per un trauma alla testa a Villa Sofia: non è in gravi condizioni.
Sul posto si sono radunate centinaia di persone; a poca distanza era in corso un affollato mercatino rionale. Un bilancio già drammatico, ma solo per un caso non è stata una strage: vista la dinamica, poteva davvero andare molto, molto peggio.
«Sentiamo e leggiamo di incidenti che succedono ogni giorno. Non è giusto che succedano queste cose: la cosa peggiore è che c’erano tanti con i cellulari che riprendevano anche i morti. Non si fanno queste cose, non sono cose da fare. Gli operai lavoravano qui da quindici giorni. Io passo giornalmente di qua e ogni volta che li vedevo in alto sopra il cestello tremavo, e purtroppo avevo ragione a farlo perché comunque si vedeva che era una situazione pericolosa, ma nessuno credo potesse aspettarsi una situazione del genere».
Un residente della zona riferisce: «Gli operai si trovavano nel cestello per eseguire lavori sulla facciata e i balconi, quando sono caduti giù finendo sulla tettoia del gommista. Lì c’erano tre dipendenti che si sono salvati grazie ai copertoni che hanno bloccato la caduta del cestello. Il bilancio poteva essere più grave. Uno dei gommisti di Gammicchia è rimasto ferito alla testa. Davvero una tragedia». Un’altra testimone racconta di aver assistito ai momenti immediatamente precedenti al crollo: «Ero passata poco prima, ho visto il braccio che si piegava e il cestello che volava via. È stato davvero terribile, ho avuto paura e ho cercato di mettermi al riparo. Una scena davvero incredibile».
