guardare oltre il reato
Ruba per disperazione, i poliziotti le pagano la spesa: "Sotto la divisa un cuore grande"
Davanti alla generosità degli agenti, anche il titolare del negozio fa un passo indietro: niente denuncia
Ruba alcuni prodotti per la casa del valore di alcune decine di euro, viene scoperta ma non viene denunciata: il conto lo hanno pagato i poliziotti.
Così in viale Cannatello in un negozio di casalinghi dove un'agrigentina di 50 anni, disoccupata, è stata bloccata mentre superava la cassa senza pagare la merce.
I due poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, mandati sul posto dopo la segnalazione al 112, hanno deciso di pagare loro il conto.
Questo gesto mostra quanto la Polizia di Stato sia sempre vicina alla comunità, poiché sotto la divisa vi è un cuore grande e l’amore per i cittadini e per il proprio lavoro va al di là dei compiti istituzionali.
La donna si è impossessata di alcuni articoli per la casa nascondendoli all’interno di un giubbotto che teneva tra le mani e, dopo aver oltrepassato la cassa senza pagare, ha cercato di allontanarsi.
Non ha fatto in tempo: è stata fermata dal proprietario che l’ha riconosciuta quale autrice anche di un altro furto scoperto attraverso la videosorveglianza risalente a qualche giorno prima.
Quando sul posto sono intervenuti gli agenti è emersa però un’amara realtà.
«Lo so ho sbagliato a rubare ma mi trovo in un periodo di grave difficoltà economica, non ho soldi, provvedo a pagare il debito per aver rubato il prodotto della volta scorsa (circa 40 euro) e quello che ho preso adesso lascio tutto, scusatemi ancora, non accadrà più», ha detto in lacrime l’agrigentina.
Dietro a quelle parole dettate più dalla disperazione che dal tentativo di farla franca, i presenti sono rimasti di sasso, spiazzati.
I poliziotti si sono resi conto della situazione difficile in cui vive. E, mossi a compassione, hanno provveduto personalmente a pagare quanto sottratto dalla cinquantenne.
Il responsabile dell’esercizio commerciale ha deciso di non presentare denuncia.