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11 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:41
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il caso

I ladri staccano la spina alla transizione: colonnine di ricarica inservibili

Dopo il furto di Pedara, tranciati e asportati i cavi di rame dall’impianto di corso Raffaello a Mascalucia

11 Aprile 2026, 17:45

17:50

I ladri staccano la spina alla transizione: colonnine di ricarica inservibili

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Mentre la transizione ecologica cerca di ingranare la marcia superiore, un’ondata di micro-criminalità sta letteralmente “staccando la spina” alla mobilità sostenibile nella provincia di Catania.

L’ultimo episodio, in ordine cronologico, si è consumato a Mascalucia, in corso Raffaello, dove i proprietari di auto elettriche hanno fatto un’amara scoperta: i cavi di ricarica delle infrastrutture pubbliche sono stati tranciati e portati via. Non si tratta di un caso isolato, ma dell’ennesimo tassello di un puzzle criminale che sta mettendo in ginocchio l’hinterland etneo.

Solo pochi giorni fa, un copione identico era andato in scena a Pedara, confermando che i Comuni della fascia pedemontana sono finiti nel mirino di bande specializzate nel furto di rame. All’interno dei cavi di ricarica, specialmente quelli ad alta potenza, è presente una quantità significativa di “oro rosso”. Una volta bruciata la guaina protettiva, il metallo viene rivenduto sul mercato nero, alimentando un business illegale che non accenna a fermarsi.

Tuttavia, il guadagno per i ladri è irrisorio se paragonato al danno economico e sociale arrecato alla collettività. Sostituire un intero sistema di cablaggio e riparare i danni alla colonnina costa migliaia di euro. Un cittadino che fa affidamento sulla ricarica pubblica si ritrova improvvisamente appiedato, con conseguenti disagi per il lavoro e la vita privata. Questi furti rallentano la fiducia dei cittadini verso il passaggio all’elettrico, percepito come un sistema vulnerabile.

Il furto di corso Raffaello a Mascalucia è indicativo di una strategia mirata. Le colonnine situate in zone residenziali o leggermente defilate rispetto ai centri storici più trafficati diventano bersagli facili durante le ore notturne. A Pedara, il trattamento riservato alle infrastrutture di ricarica è stato lo stesso: cavi tranciati, colonnine inservibili e un senso di frustrazione che monta tra i residenti. Gli inquirenti sospettano che ad agire sia una “mano esperta”, capace di maneggiare cavi ad alta tensione senza rischi e di muoversi rapidamente tra i Comuni del Catanese, sfruttando la vicinanza geografica e le vie di fuga verso la periferia del capoluogo.