Piazza san Francesco
«Senza decoro»: i problemi del palazzo che ospita la casa-museo di Vincenzo Bellini
A Palazzo Gravina Cruyllas, a Catania, una seduta itinerante delle commissioni “Patrimonio” e “Cultura” per risolvere la situazione
L’annosa questione della "corte di Palazzo Gravina Cruyllas" in piazza San Francesco, edificio monumentale e vincolato che ospita la casa natale di Vincenzo Bellini con museo multimediale, sembra essere arrivata ai titoli di coda.
I problemi sono noti e visibili: la corte di accesso è non solo pericolosa per la pavimentazione sconnessa, i fili elettrici pendenti, i tubi dell'acqua con contatori a vista, c'è perfino la cappa di un’attività attigua che dà nell'ingresso, ma è anche indecorosa per le auto parcheggiate all'interno e i buchi nei muri ricettacolo di rifiuti. Ieri l'accelerazione si è avuta nella seduta itinerante congiunta delle commissioni Patrimonio e Cultura, presiedute da Valentina Saglimbene (Lega) ed Erika Bonaccorsi (FdI), presenti i vertici delle Direzioni comunali Patrimonio, Marina Galeazzi, Biagio Bisignani, Urbanistica, e Rosaria Spina, Cultura.
Quali i prossimi passi? All'inizio della prossima settimana è prevista una riunione di condominio di cui il Comune detiene il 40% dei millesimi delle 24 unità abitative, e le presidenti di commissione hanno chiesto di poter essere presenti per esporre tutte le istanze. Quali? Intanto avere tutta la documentazione, i verbali delle riunioni di condominio e le copie delle comunicazioni intercorse in questi anni fra l'amministrazione comunale e il condominio stesso per comprendere la ragione dell'inerzia di intervento di questi anni, «da parte di tutti» ha sottolineato Bonaccorsi, e superarla. La questione contempla la rimozione del precedente amministratore di condominio, che come confermato da alcuni inquilini è l'ex consigliere comunale Santi Bosco, con nomina del nuovo, «“lo studio Calì”, da neanche un anno - ha precisato Galeazzi -. In assemblea condominiale si è deliberato di dare incarico ad un avvocato per procedere a causa perché sembrano spariti sia il precedente amministratore sia gli atti contabili che avrebbe dovuto consegnare. La richiesta dei documenti era stata fatta anche in nome del sindaco, tuttavia non è mai stato consegnato nulla». «Una questione che avrà inevitabili sviluppi, poiché lo stesso Santi Bosco ci ha informati, invece, di aver inviato al nuovo amministratore tutta la documentazione in data 22 settembre 2025».
Altro “nodo” riguarda le auto parcheggiate all'interno della corte, per cui le commissioni hanno chiesto all'Urbanistica «di avere la conferma che i posti auto siano stati assegnati regolarmente, in caso così non fosse di revocare pure il passo carraio». «A noi non risultano posti auto assegnati al Catasto - ha spiegato Bisignani -. Occorrerà verificare se siano stati venduti e definiti perché in tal caso devono essere catalogati nell'Ufficio del Registro per essere identificati e pagare le tasse. Nel palazzo si erano finanziate con fondi regionali opere per migliorare sismicamente la struttura, ancora oggi non chiuse a causa di diverse varianti che l'ufficio del Genio civile non ha ritenuto opportune né approvate». Brutte notizie invece per il finanziamento di 250mila euro inserito nel piano delle opere pubbliche fin dal 2021 per sistemare la corte, «ma per via di contenziosi e lavorazioni che si sarebbero sovrapposte non potremo utilizzarli».
Tra le altre proposte «la possibilità di intervenire sulla corte utilizzando somme dalla tassa di soggiorno, bandi del Ministero alla Cultura o Beni culturali della Regione in accordo con il condominio» ha detto Pier Maria Capuana. «Se il decoro può attendere, la sicurezza no - ha aggiunto Erio Buceti - l'obbligo di intervenire in via d'urgenza c'è o, come Comune, diventiamo corresponsabili».
