botta e risposta
L'opposizione: «Vicini al dissesto», il sindaco : «Solo illazioni»
A Mascalucia divampa la polemica dopo la delibera della Corte dei Conti
Si accende un durissimo scontro politico. Al centro della contesa c’è la deliberazione della Corte dei Conti, che ha innescato un botta e risposta tra i consiglieri di opposizione e i vertici dell’Amministrazione comunale.
In un comunicato stampa dai toni durissimi, i consiglieri di minoranza (Maugeri, Zappalà, Raciti e Savasta) parlano di un “fallimento totale” certificato dalla magistratura contabile. Secondo l’opposizione, la narrazione trionfalistica del sindaco Enzo Magra e dell’assessore al Bilancio, Alessio Cardì, che per anni hanno dichiarato di avere risanato i conti, si sarebbe infranta contro la realtà dei numeri. Le accuse principali contenute nella nota sono i bilanci non veritieri, con la Corte dei Conti che avrebbe accertato violazioni del principio di veridicità per i Consuntivi 2021, 2022 e 2023.
Viene contestata la mancata determinazione della giacenza di cassa vincolata nel biennio 2021-2022. Con 4 parametri deficitari su 8 nel 2023, l’Ente viene definito “strutturalmente deficitario” e sull’orlo del dissesto. L’opposizione segnala debiti fuori bilancio per 2,5 milioni di euro e la presenza di crediti inesigibili spacciati per certi. Alla luce di questi dati, l’opposizione richiede le dimissioni immediate del sindaco Magra e dell’assessore Cardì.
Il sindaco e l’assessore respingono integralmente le accuse, definendole infondati e “diffamatorie”. L’Amministrazione sostiene che la delibera della Corte dei Conti rappresenti una ordinaria attività di controllo basata su dati fino al 2023 e che non ha comportato misure correttive straordinarie.
Per ristabilire quella che definiscono “la verità dei fatti”, il sindaco e l’assessore hanno diffuso dati aggiornati sulla situazione di cassa. Il ricorso all’anticipazione di tesoreria, che nel 2018 ammontava a oltre 4,2 milioni di euro, è stato sostanzialmente azzerato. L’Ente dichiara una cassa positiva di oltre 10,1 milioni di euro per l’anno 2025. Nel 2025 sarebbero stati incassati oltre 11 milioni di euro, grazie a una moderna gestione dei tributi.