il caso
La spiaggia di Mondello, la spazzatura e la polemica social: perché il lido non ha retto il primo assaggio di estate
Con i primi caldi la borgata è stata “invasa” nel weekend, accuse ai sostenitori delle revoche all’Italo Belga La Vardera: «Colpa mia? Solo fake news». E Romagnolo si ribella: «Ci sono arenili di serie A e B, Comune immobile»
Il tanto atteso primo weekend con temperature estive non ha deluso i palermitani che si sono riversati in massa a Mondello. E non ha deluso nemmeno i nostalgici che rimpiangono la gestione della società Italo Belga, i quali sono corsi a incolpare Ismaele La Vardera per il fatto che sabato sia stata abbandonata dell’immondizia sull’arenile. Rifiuti che sono stati rimossi in poche ore ieri mattina dagli operai di Reset, che sarà impegnata quotidianamente nella rimozione di bottiglie, lattine e plastica, almeno finché i nuovi lotti non saranno affidati in concessione ai privati che si occuperanno poi dei servizi di pulizia. «Mondello ieri piena, oggi sporca. È colpa di La Vardera! - ha scritto il deputato regionale e leader di Controcorrente in un post sui social - leggo alcuni commenti circa l’esplosione della stagione che ha portato centinaia di persone in spiaggia. Mi rivolgo ad alcuni commissionati da chi vuole continuare a dire: adesso sarà il caos ed è colpa di La Vardera, a loro rispondo smontando tutte le fake news».
Sono stati numerosi i critici che sui social hanno alimentato la polemica contro i bandi della regione siciliana che prevederanno pezzi di spiaggia libera, con relativi lotti dati in gestione ai privati. «A Mondello c’erano più di 50 mila ragazzi sulla spiaggia - ha scritto Maurizio Castagnetta, cittadino e attivista sui social - senza bagnini, senza Italo Belga, senza controllo, senza sicurezza. Sai cosa significa 50 mila persone con i cestini pieni, le bottiglie, i pannolini, le cartacce? - ha chiesto, rivolgendosi a La Vardera - facile fare il politico con le dirette dal telefonino in aula. Facile insultare Schifani per due visualizzazioni. Difficile è assumersi la responsabilità di 50 mila ragazzi. Domenica alle 6 ti aspettiamo a Mondello, portati i guanti: la spiaggia la pulisci tu. La replica del deputato regionale non si è fatta attendere: «Ignoranti, l’anno scorso in questo periodo non c’era ancora alcun lido montato, la concessione della Italo Belga prevedeva il montaggio dopo qualche settimana - ha replicato il leader di Controcorrente - non ci sarà alcun caos dal momento che si è progettato il futuro. Mi fa impazzire l’idea di chi vuole rimpiangere chi ha abusato e sfruttato la spiaggia di tutti per ben 116 anni. Sorrido - ha concluso La Vardera - perché la mia unica colpa è quella di aver messo mano ad una pratica che nessuno aveva avuto il coraggio di toccare, se come nel film “L’ora legale”, adesso qualcuno si lamenta, io vado comunque avanti».
L’attenzione al nuovo corso di Mondello dopo la fine della gestione della Italo Belga ha però innescato ulteriori polemiche, questa volta per il fatto di monopolizzare il dibattito cittadino sul tema delle spiagge. «Vedo grande attenzione mediatica per qualche rifiuto trovato sulla spiaggia di Mondello. Mi colpisce, e mi fa anche sorridere amaramente, vedere come l’inciviltà di alcuni palermitani diventi improvvisamente un caso nazionale, così come mi colpisce che si denunci l’assenza di regole come se fosse una novità - ha scritto Giuseppe Federico, presidente della seconda circoscrizione - nella costa sud, invece, tutto questo lo denunciamo da anni, puntualmente, senza che nessuno intervenga. Mi riferisco agli arenili liberi e fruibili di Romagnolo e della Bandita. Qui, ogni volta che si verificano situazioni analoghe, non arriva alcun intervento tempestivo. I rifiuti restano per mesi, spesso per anni, in attesa di un’azione che arriva solo alla vigilia della stagione estiva, dobbiamo dire grazie e farla passare come evento eccezionale». Per Federico il fatto che il mare non sia balneabile non giustifica l’assenza del Comune: «Nessuno venga a spiegarmi che non esistono spiagge di serie A e spiagge di serie B - conclude - perché la differenza di attenzione è sotto gli occhi di tutti».