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13 aprile 2026 - Aggiornato alle 10:58
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l'appuntamento

Pride 2026, il cuore dell’entroterra siciliano torna in piazza: il 30 maggio una città si misura con il transfemminismo

Non sarà soltanto una parata: nella terza edizione si intrecciano linguaggio, diritti e territorio

13 Aprile 2026, 10:08

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Più di qualsiasi slogan, un dato restituisce il peso politico di ciò che accadrà a Enna: in una parte d’Europa, nel 2025, si è arrivati perfino a discutere e approvare norme che colpiscono i Pride come spazi pubblici di visibilità e libertà. E mentre negli Stati Uniti, a partire dal 20 gennaio 2025, l’amministrazione federale ha varato provvedimenti che hanno ridotto o negato il riconoscimento istituzionale delle identità trans, nel cuore della Sicilia una città dell’entroterra sceglie di porre al centro della sua prossima manifestazione proprio il Transfemminismo. Non è un dettaglio organizzativo. È una presa di posizione. La terza edizione di Enna Pride si svolgerà sabato 30 maggio, come annunciato da Altra Sponda, collettivo LGBTQIA+ del territorio e promotore dell’iniziativa insieme al comitato organizzatore costituitosi negli ultimi mesi. Il tema scelto è il Transfemminismo, definito nel comunicato come una prospettiva politica e culturale che rifiuta il binarismo di genere, sostiene l’autodeterminazione di genere e interpreta le disuguaglianze attraverso una lente intersezionale, capace cioè di tenere assieme genere, orientamento sessuale, classe sociale e provenienza. In un’Italia che, secondo la Rainbow Map 2025 di ILGA-Europe, si ferma al 24% e si colloca al 35º posto su 49 Paesi europei, appena sopra l’Ungheria, la scelta di Enna assume un rilievo che supera i confini locali. Non solo perché la tutela dei diritti non si misura esclusivamente nelle grandi città, ma perché la qualità democratica di un Paese si coglie spesso nei suoi territori meno rumorosi: quelli lontani dai riflettori, dove esporsi costa di più e la costruzione di spazi sicuri richiede più pazienza, più relazioni, più coraggio.

Una data che consolida un percorso, non un evento isolato

Il 30 maggio non è un appuntamento calato dal nulla: segna, almeno per ora, il punto d’arrivo di un percorso avviato con la prima parata del 1° giugno 2024, data del debutto del Pride cittadino, e proseguito con la seconda edizione del 31 maggio 2025. Proprio dopo il primo Pride è nata Altra Sponda, presentatasi come la prima realtà queer della provincia di Enna, con l’obiettivo di trasformare l’energia di un singolo evento in una presenza stabile e costante sul territorio. Questa continuità è uno degli elementi più significativi della vicenda ennese. In molti centri italiani il Pride resta, per ragioni comprensibili, un appuntamento annuale ad alta carica simbolica; a Enna, invece, gli organizzatori hanno provato a farlo diventare anche un processo: assemblee, alleanze civiche, reti associative, momenti di confronto, costruzione di un lessico condiviso. La seconda edizione del 2025, dedicata alle Famiglie Arcobaleno, aveva già mostrato la vocazione a tenere insieme il corteo e la discussione pubblica, coinvolgendo figure come Alessia Crocini, allora presidente nazionale di Famiglie Arcobaleno, l’attivista Marilena Grassadonia, la rappresentante di Cristiani LGBT+ Sicilia Luana Gravina, la presidente di Arcigay Catania Vera Navarria e l’attivista Sara Rabiolo di Altra Sponda Enna. In questa traiettoria si inserisce anche la nuova scelta tematica. Dopo aver posto l’accento sul riconoscimento dei legami familiari e delle reti affettive, Enna Pride porta ora al centro il nodo forse più sensibile e conteso del dibattito contemporaneo: il pieno riconoscimento delle persone trans e, più in generale, una critica alle gerarchie che regolano i corpi, i ruoli e la legittimità sociale delle identità.

Il contesto europeo: quando il Pride diventa bersaglio

I promotori ennesi evocano “oppressioni recenti in alcuni Stati europei”. Il caso più emblematico, alla luce degli sviluppi dell’ultimo anno, è l’Ungheria. Un briefing del Servizio di ricerca del Parlamento europeo ripercorre le tappe: il 18 marzo 2025 è stata varata una legge che vieta gli eventi pubblici ritenuti non conformi alla normativa ungherese sulla “protezione dei minori”, includendo rappresentazioni della “divergenza dall’identità corrispondente al sesso alla nascita”, del cambio di sesso o dell’omosessualità; il 14 aprile 2025 la stretta è stata ulteriormente sancita da un emendamento costituzionale. Nello stesso dossier si ricorda che, in base a questo impianto normativo, la polizia di Budapest ha proibito il Budapest Pride 2025. Non si tratta, dunque, di un’allarmistica lettura di parte. Il tema è documentato a livello europeo ed è divenuto uno dei simboli più chiari del restringimento dello spazio civico nel continente. La Rainbow Map 2025 di ILGA-Europe evidenzia infatti un quadro in cui i diritti LGBTI restano fortemente disomogenei e, in alcuni Paesi, segnati da arretramenti o da prolungati stalli. In questo contesto, la decisione di una città come Enna di dedicare il Pride al transfemminismo non appare affatto astratta: rappresenta una risposta locale a una tensione internazionale concreta.