l'iniziativa
L'Asp di Catania lancia unità mobili per intercettare i "sommersi" delle dipendenze
Sono circa 7.000 i pazienti che vengono seguiti, avviata la nuova campagna finanziata dalla Regione
All’Asp di Catania sono attualmente seguiti circa settemila pazienti per disturbi da dipendenza, oltre tremila dei quali per uso di sostanze stupefacenti. Ma il dato più significativo riguarda il sommerso: le persone che non si rivolgono ai servizi potrebbero essere fino a tre volte di più, frenate dallo stigma sociale, da condizioni di marginalità, da una limitata consapevolezza del bisogno di cura o dalle difficoltà di accesso ai canali sanitari tradizionali.
Per intercettare questa fascia di popolazione, l’Azienda ha lanciato una nuova campagna di informazione e intervento sul territorio, potenziando le attività di prossimità attraverso le Unità mobili. L’iniziativa, finanziata con il Fondo sanitario regionale, rientra nella strategia della Regione Siciliana per il rafforzamento dell’assistenza territoriale e di prossimità, promossa dal presidente Renato Schifani e dall’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni.
«Stiamo accompagnando un cambiamento profondo nel modo di fare sanità» - afferma il direttore generale Giuseppe Laganga Senzio - «in coerenza con gli indirizzi del Governo regionale, il nostro impegno è orientato a intercettare i bisogni prima che diventino emergenza, costruendo percorsi personalizzati e sostenibili. La qualità del sistema sanitario si misura oggi nella capacità di raggiungere anche chi resta ai margini e di generare fiducia nei contesti più complessi».
Alla presentazione hanno preso parte i direttori e gli operatori dei servizi per le Dipendenze patologiche, i responsabili delle strutture del Dipartimento di Salute mentale, insieme ai vertici sanitari, tecnici e amministrativi dell’Azienda e ai direttori di Dipartimento. Presenti anche i rappresentanti delle associazioni, del Terzo settore e delle comunità terapeutiche regionali per le tossicodipendenze che aderiscono alla Rete regionale diffusa sulle dipendenze.
Il progetto nasce da un lavoro corale che ha coinvolto, oltre ai professionisti sanitari, le strutture tecniche e amministrative: in particolare le Risorse umane, il Provveditorato e l’Unità operativa complessa Servizio di prevenzione e protezione, il cui contributo è stato determinante per l’attuazione operativa.