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13 aprile 2026 - Aggiornato alle 16:31
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il provvedimento

Fermo amministrativo per la Aurora: Sea‑Watch denuncia spari e accusa la Guardia costiera libica di pirateria

L'imbarcazione ha soccorso alcuni migranti che hanno trovato riparo sulla piattaforma Didon, chieste indagini in Italia e Germania

13 Aprile 2026, 15:54

16:00

Salvini: «Sea Watch verso l'Italia, questa è una provocazione»

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Sea-Watch Italia rende noto che la Prefettura di Agrigento ha disposto il fermo amministrativo per 45 giorni dell’Aurora, nave dell’organizzazione.

Secondo quanto riferito, il provvedimento è motivato dal mancato preavviso alle autorità libiche dei movimenti effettuati per soccorrere 44 persone bloccate sulla piattaforma Didon.

«Le stesse che ci sparano addosso», sottolinea l’organizzazione.

Sul proprio sito, la ong comunica inoltre di aver presentato, insieme ai membri dell’equipaggio della Sea-Watch 5, denunce penali in Germania e in Italia presso il Tribunale di Roma nei confronti della cosiddetta Guardia costiera libica.

«Dopo un minuzioso lavoro di ricostruzione dei fatti, l’ong Sea-Watch, insieme ai membri dell’equipaggio della Sea-Watch 5, ha presentato denunce penali in Germania e in Italia presso il tribunale di Roma contro la cosiddetta Guardia costiera libica», si legge nella nota.

«Durante un’operazione di soccorso in acque internazionali, il 26 settembre 2025, l’equipaggio della Sea-Watch 5 e le 66 persone soccorse sono state aggredite, minacciate ed è stato sparato un colpo d’arma da fuoco da una motovedetta libica».

Le querele, prosegue l’organizzazione, «includono accuse gravi, tra cui quella di pirateria così come configurata dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del Mare (Unclos) e dalla Convenzione per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima (Sua), come recepite dal codice della navigazione italiano e dalla legge 422/1989».

Sea-Watch «invita le autorità italiane e tedesche a indagare sul caso e a perseguire i responsabili».