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14 aprile 2026 - Aggiornato alle 00:54
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Randazzo

Cimitero, concessioni aumentate a dismisura: cittadini pronti ai ricorsi

Si è passati da 50 a 1.034 euro per un avello semplice. Il provvedimento del Comune potrebbe riguardare oltre 1.500 sepolture

13 Aprile 2026, 20:30

Cimitero, concessioni aumentate a dismisura: cittadini pronti ai ricorsi

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Ugo Foscolo, nel celebre carme de “I Sepolcri”, ha descritto la tomba come l’estremo baluardo contro l’oblio, quel legame celeste che unisce i vivi ai defunti in una “corrispondenza d’amorosi sensi”. Per il poeta il marmo delle tombe era il simbolo sacro della memoria collettiva e dell’identità di un popolo. Oggi, a Randazzo, mantenere quel valore spirituale e civile è diventato di colpo estremamente costoso, innescando un dibattito che scuote l’intera comunità.

La commissione straordinaria, infatti, ha deliberato l’avvio del procedimento di revoca delle concessioni cimiteriali rilasciate in data antecedente al 9 febbraio 1976. Il provvedimento riguarda i loculi e gli avelli per i quali siano già decorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma. E non sarebbero pochi: l’elenco pubblicato dal Comune riguarda oltre 1.500 sepolture.

Dal Comune però apprendiamo che non necessariamente tutte le concessioni in elenco sono realmente scadute. Gli eventuali aventi diritto, infatti, possono presentare osservazioni, memorie o documentazione che dimostri che la concessione non è scaduta. In assenza, i familiari interessati a mantenere il diritto sulla tomba dei propri cari hanno l'obbligo di intervenire entro il 30 giugno 2026 per regolarizzare la propria posizione e riottenere la concessione.

Fin qui, l’atto potrebbe apparire come una necessaria operazione di censimento e riordino, ma il vero nodo della discordia risiede nel pesante aggravio economico deciso dall'Ente. Il Comune, infatti, ha stabilito un nuovo tariffario che segna una netta discontinuità con il passato. Se molti cittadini conservano ancora le ricevute per concessioni di avelli semplici ottenute a fronte di una spesa di soli 50 euro, oggi la realtà è ben diversa: il nuovo costo fissato è di 1.034 euro. Un costo 20 volte superiore che trasforma un atto di pietà in un sacrificio finanziario considerevole.

C’è da dire che il Comune non ha proceduto in modo arbitrario, ma ha seguito i rigidi criteri normativi dettati dall’articolo 92 del Dpr 285/1990 e dalle disposizioni del Testo unico degli Enti locali in materia di servizi pubblici a domanda individuale. Tuttavia, per i randazzesi, specialmente per chi deve riscattare più concessioni, la spiegazione tecnica non mitiga l'impatto di quello che viene percepito come un vero e proprio salasso che tocca un dato particolarmente sensibile e delicato come la memoria dei propri cari.

Per questo in molti preannunciano ricorso. I dubbi fra i cittadini, infatti, sono tanti e non solo perché questi dovranno prepararsi a mettere pesantemente mano al portafoglio, ma per le varie casistiche che si possono verificare e che ancora, per molti, non sono chiare.