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13 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:40
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Acireale

Il Tar boccia il depuratore di San Girolamo

Il sindaco Barbagallo: «L'infrastruttura è urgente, ma l'iter deve essere legittimo e rispettoso del territorio»

13 Aprile 2026, 21:30

Il Tar boccia il depuratore di San Girolamo

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Il sindaco Roberto Barbagallo ha reso noto la conclusione dell’iter organizzativo inerente al depuratore consortile in località San Girolamo. Sebbene il suo percorso ideativo e tecnico sia stato oggetto di dibattiti ambientali, la realizzazione di questa infrastruttura risulta di fondamentale importanza per dotare il territorio di un sistema moderno, sia per eliminare la grave condizione di “città senza depuratore” che per il trattamento delle acque reflue e lo scarico non depurato in mare.

Il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia (Tar) ha accolto le istanze dei ricorrenti privati, bocciando di fatto la procedura dell’opera, annullandone sia la “Valutazione di impatto ambientale”, sia il procedimento dei relativi atti autorizzativi. Contestualmente, la decisione dei giudici amministrativi non si esprime sulla sostanza del progetto, ma su vizi procedurali rilevati, tra cui la mancata convocazione dell’Area marina protetta “Isole dei Ciclopi” nella seduta conclusiva della conferenza di servizi e l’acquisizione di atti tecnici successiva alla chiusura dei lavori, senza la necessaria condivisione con tutte le Amministrazioni interessate. Secondo il Tar, tali anomalie hanno inficiato l’intero percorso burocratico determinando di conseguenza il difetto di legittimità del titolo autorizzativo.

Il sindaco Barbagallo si è così espresso: «Per effetto della sentenza, l’iter dovrà ripartire: sarà necessario riconvocare la conferenza di servizi e riesaminare il progetto coinvolgendo tutti gli enti competenti, anche alla luce delle integrazioni tecniche prodotte. Si tratta di un’infrastruttura fondamentale e risulta necessario trovare, finalmente, una soluzione efficace per il sistema di depurazione, tenendo in considerazione i territori e la loro conformità urbanistica ed ambientale. Era sorta qualche perplessità in ordine ai processi di trattamento fisico/chimici mancanti o sottodimensionati ed alla esigua lunghezza del pennello a mare. Lo avevamo ribadito assieme agli uffici dell’Area marina protetta “Isola dei Ciclopi”. L’Amministrazione continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda, nel rispetto delle determinazioni che verranno assunte dalle autorità competenti e ribadendo, ancora una volta, come il nostro territorio abbia bisogno della infrastruttura di depurazione che deve sorgere in un’area idonea e senza vuoti procedurali ed amministrativi».