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14 aprile 2026 - Aggiornato alle 12:23
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Corso dei Martiri, in arrivo un nuovo super-architetto: così cambia lo storico masterplan di Cucinella

La rimodulazione del progetto è stata affidata dalla proprietà allo studio di Marco Casamonti, docente di Progettazione all'università di Genova, recentemente finito spesso sui giornali

14 Aprile 2026, 08:30

Catania, cambia il masterplan di corso dei Martiri: «Entro metà febbraio il progetto», con meno negozi ma più alberghi

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Sulla scena di corso dei Martiri appaiono nuovi attori. Freschi freschi di coinvolgimento nella storia, cominciata con il passo greve della tragedia, del risanamento del quartiere di San Berillo.

Così, con l’avvento della nuova proprietà - che ormai tanto nuova non è, visto che è più di un anno che ha acquisito le quote di Istica e Cecos - ciò che appariva intoccabile non lo è più. E cioè: il masterplan dell’architetto bolognese Mario Cucinella sembra destinato alla soffitta. In favore di una sua rimodulazione affidata, stavolta, all’architetto toscano Marco Casamonti, fondatore dello studio Archea associati.

A comunicarlo a questo giornale è Enrico Damino, amministratore unico della società Istica (Istituto immobiliare di Catania spa), con una lunga lettera. A proposito di Casamonti e del suo studio, dice Damino, «è nota la vasta e conclamata esperienza in materia urbanistica e di rigenerazione urbana».




Nella stessa comunicazione, viene reso altresì noto il coinvolgimento di una ulteriore società, la Proger, «affidataria delle attività progettuali relative all’esecuzione delle opere private». «Sono attivamente in corso le attività e i contatti fra le nostre strutture aziendali e di consulenza, la Proger, l’architetto Casamonti e l’amministrazione comunale, allo scopo di garantire e dare massima qualità all’intervento».

L’obiettivo, puntualizza Istica, è quello di arrivare «a una definizione progettuale [...] a firma dell’architetto Casamonti e in piena collaborazione con l’amministrazione comunale, [...] che garantisca pienamente gli attuali interessi generali e valga a risanare definitivamente quella ferita di cui Catania ha sofferto».

In altri termini: il masterplan di Cucinella appartiene al passato. Ma fino a un certo punto. «I parametri urbanistici posti a base della convenzione sottoscritta nel 2012 - continua Enrico Damino nella sua lettera - (standard, volumetria, cessioni di aree, funzioni di servizio urbane - tutto ciò che costituisce in sostanza la “invarianza” della convenzione stessa), rimangono ovviamente inalterati». A cambiare, invece, potranno essere gli aspetti compositivi e architettonici, «essendo trascorsi quasi quindici anni dalla loro originaria ideazione». Modifiche che, secondo la nuova proprietà, sarebbero possibili anche in virtù di una «clausola di flessibilità» prevista nella convenzione del 2012.

Il fatto è che nella convenzione del 2012, all’articolo 3 si legge: «Il Comune e le parti private si obbligano a conformarsi alle previsioni progettuali del masterplan redatto dall’architetto Mario Cucinella». E ancora, all’articolo 15: «Le parti private si obbligano, a incaricare, a proprie cure e spese, della progettazione architettonica esecutiva degli interventi edilizi l’architetto Mario Cucinella», e questo «al fine di garantire la massima eccellenza qualitativa dell’intero intervento edilizio». La «clausola di flessibilità» citata dai nuovi proprietari si trova, invece, all’articolo 12 della convenzione di 14 anni fa. «I progetti definitivi - si legge - dovranno essere redatti secondo le previsioni del masterplan [...] Tenuto conto della sua valenza di progetto di massima, in fase di progettazione definitiva ed esecutiva, le previsioni del masterplan potranno subire modifiche non sostanziali».



In altri termini, insomma, a Cucinella non si può rinunciare tanto facilmente. Nemmeno sostenendo che le modifiche al progetto citate (la creazione di una grande sala concerti, la variazione della destinazione urbanistica di alcune aree o la modifica delle volumetrie) non siano poi così sostanziali. Una ipotesi è che si debba rifare la convenzione - la cui durata è prorogata fino al 2032 - sostituendo Cucinella con un nuovo studio professionale, magari quello di Marco Casamonti. Ma questo potrebbe allungare i tempi più del previsto. Quello che è certo è che nessun accordo, per il momento, è in fase di discussione con lo studio Cucinella per risolvere pacificamente quella che potrebbe diventare una controversia.

Secondo quanto risulta a questa testata, un’idea del nuovo corso dei Martiri per come lo immagina il nuovo architetto già esiste, anche se è riservatissima. Di sicuro, c’è che il progettista è noto a livello nazionale: docente di progettazione architettonica all’università di Genova, con il suo studio ha realizzato un elenco sterminato di progetti. Molti in Albania, come lo Stadio nazionale e la Alban tower di Tirana. In Italia, negli ultimi mesi si è parlato dello studio perché progettista del controverso «cubo nero» realizzato a Firenze come riqualificazione dell’ex Teatro Nazionale.