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14 aprile 2026 - Aggiornato alle 23:04
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Augusta

Abusi post-ciclone Harry: sequestrato intero porticciolo diportistico

Dovevano essere lavori di messa in sicurezza dopo il maltempo, ma erano opere abusive. La Capitaneria blocca il cantiere sul litorale nord e denuncia i gestori

14 Aprile 2026, 18:36

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Abusi post-ciclone Harry: sequestrato intero porticciolo diportistico

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Dovevano essere lavori di ripristino dopo la furia del ciclone Harry, si sono trasformati in un cantiere abusivo in pieno demanio marittimo. Gli uomini della Capitaneria di Porto di Augusta hanno posto i sigilli a un intero porticciolo diportistico situato lungo il litorale nord, denunciando i responsabili alla Procura della Repubblica per gravi violazioni ambientali e paesaggistiche.

L’operazione è scattata lo scorso 30 marzo, durante i consueti controlli di monitoraggio costiero. Al centro dell’ispezione, un’infrastruttura che aveva ottenuto il via libera regionale per opere di messa in sicurezza urgenti. Il porticciolo, infatti, era uscito pesantemente danneggiato dalle mareggiate invernali e dal passaggio del ciclone Harry, eventi che ne avevano compromesso la stabilità e la fruizione.

Tuttavia, quanto accertato dai militari della Guardia Costiera è andato ben oltre i limiti delle autorizzazioni concesse. L’ufficio regionale "Territorio e Ambiente" aveva infatti autorizzato esclusivamente lo spostamento di massi dalla zona frangiflutti all'area in concessione, secondo quanto previsto dall'art. 30 del Codice della Navigazione.

La scena apparsa agli ispettori è stata decisamente diversa: l’imboccatura del porticciolo era stata completamente ostruita da un terrapieno artificiale, realizzato con l’ausilio di mezzi meccanici. Non solo: sul posto è stata rinvenuta una motopompa in piena attività, utilizzata per svuotare lo specchio d’acqua interno e riversarlo in mare aperto. Una manovra "fai-da-te" finalizzata a prosciugare il bacino per permettere alle macchine operatrici di intervenire direttamente sul fondale.

Le attività, definite dagli inquirenti come "nuove opere e innovazioni abusive", sono risultate prive di qualsiasi autorizzazione. Al termine degli accertamenti, sono scattate le denunce per violazione del Codice della Navigazione e del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, vista l’esecuzione di lavori su beni paesaggistici vincolati in totale assenza di nulla osta.

L’intera area è stata posta sotto sequestro penale. "L’attività – sottolinea la Capitaneria di Porto in una nota – testimonia l’impegno quotidiano della Guardia Costiera nel prevenire ogni abuso che possa compromettere la salvaguardia del delicato ecosistema marino e costiero". Un monito chiaro contro chi, con il pretesto delle somme urgenze post-calamità, tenta di aggirare le norme a tutela del patrimonio collettivo.