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il caso

Dopo i pomelli asportata dalla Matrice pure l’aquila in bronzo

La comunità di S. Giovanni La Punta teme che si tratti di una banda specializzata nei furti di metalli

14 Aprile 2026, 20:30

Dopo i pomelli asportata dalla Matrice pure l’aquila in bronzo

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Non c’è pace per il patrimonio artistico e religioso della comunità. In un’escalation di micro-criminalità che sta lasciando i cittadini tra l’indignazione e lo sconcerto, la chiesa Madre è diventata l’ultimo bersaglio di un raid sacrilego.

I ladri, agendo probabilmente con il favore delle tenebre e una pianificazione meticolosa, hanno sottratto elementi di inestimabile valore storico e simbolico: la aquila ornamentale in bronzo e diverse caditoie in metallo. Il colpo alla chiesa Madre non è solo un danno economico, ma una ferita alla memoria collettiva. L’aquila in bronzo era il simbolo del paese ed un pezzo ornamentale di pregio che decorava la struttura, ora probabilmente destinato al mercato nero dei metalli o del collezionismo illecito.

L’episodio non è isolato. Solo poche settimane fa, il quartiere era stato scosso da una serie di furti simili, avvenuti a pochi passi dal sagrato. In quell’occasione, i malviventi avevano preso di mira le abitazioni private, asportando sistematicamente i pomelli in rame dei portoni e altri piccoli fregi metallici. L’analogia tra i due eventi è evidente: la vicinanza geografica e la tipologia di refurtiva (rame e bronzo) suggeriscono l’azione di soggetti che puntano alla rivendita dei materiali “al peso”, o peggio, di una banda specializzata che sta setacciando il centro storico palmo a palmo. Il sentimento predominante tra i fedeli è un mix di rabbia e rassegnazione.