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15 aprile 2026 - Aggiornato alle 11:24
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la denuncia

"Papà picchia la mamma": il tema shock di una dodicenne fa scattare l'arresto a Licata

Le parole della ragazzina diventano prova schiacciante: confermate le accuse durante l’incidente probatorio

15 Aprile 2026, 08:54

09:00

Violenza donne, a Trapani uomo denunciato per abusi nel bagno di un locale notturno

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«Sto male quando mio padre picchia la mamma». Con queste parole scritte nel tema in classe una bambina di dodici anni, che frequenta la prima media in uno istituto scolastico di Licata, ha espresso un dolore enorme: la violenza subita dalla madre, da parte del papà.

È bastato questo a far suonare un campanello di allarme all’insegnante. Sono stati avvertiti, prima il dirigente scolastico, poi i carabinieri e la procura. Una brutta e triste storia, l'ennesima di violenza domestica, scoperta per caso.

Un compito dal titolo: «Raccontate le vostre giornate in famiglia». La donna, una trentenne anche lei licatese, convocata e ascoltata dai militari, ha ammesso le violenze ed è stato attivato il “Codice rosso”.

Sin da subito il marito "manesco", un trentacinquenne licatese, è stato sottoposto ai provvedimenti cautelari personali dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa e dalla bambina.

Nei giorni scorsi è stato arrestato, dietro ordinanza del giudice, e dopo un breve periodo trascorso in carcere, posto ai domiciliari. Deve rispondere del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi aggravati dalla presenza della figlia minore.

Davanti al gip del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, l’altro ieri, come chiesto dal pubblico ministero Alessandra Chiffi, si è svolto l’incidente probatorio per sentire le vittime, madre e figlioletta, in modalità protetta.

Entrambe, assistite dall’avvocato Francesco Cottone, hanno confermato le accuse. Le deposizioni sono state “cristalizzate” e saranno pienamente utilizzabili al processo. L’uomo, dal canto suo, ha negato ogni cosa.

Quello che viene fuori dall’attività investigativa è di un vero e proprio calvario vissuto dalla donna. Ha descritto una realtà familiare inizialmente priva di violenza che si è deteriorata improvvisamente. La situazione in casa sarebbe diventata insostenibile, con episodi che si sarebbero verificati anche alla presenza della bimba.

L’indagato l’avrebbe ripetutamente insultata, minacciata, fino ad arrivare al punto in più occasioni di metterle le mani addosso. Gli episodi incriminati si sarebbero verificati all'interno della casa coniugale. Mai denunciati.

Il racconto nel tema della figlia ha svolto un ruolo chiave nella vicenda. Il coraggio della bambina nel raccontare la propria esperienza fra le mura domestiche ha avuto un impatto significativo sul corso delle prime indagini. Da qui a poco si profila il processo di primo grado. Nel frattempo, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.