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15 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:11
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L'inchiesta

Frana di Niscemi: ecco chi sono i 13 indagati dalla procura di Gela

Lo scossone giudiziario che coinvolge anche il governo Meloni

15 Aprile 2026, 13:00

16:09

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Uno tsunami giudiziario senza precedenti. Che dalla Sicilia arriva a colpire anche il governo di Giorgia Meloni e il ministro della Protezione Civile Regionale, Nello Musumeci. Un'iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura di Gela che non sorprende: la lunga scia di omissioni che parte dal 2010 e arriva fino ad oggi. Il procuratore oggi ha convocato i giornalisti per fare il punto su un'inchiesta che rischia di fare "franare gli equilibri della politica regionale".

Sotto inchiesta sono finiti intanto gli ultimi quattro presidenti della Regione Siciliana: Raffaele Lombardo (2008-2012), Rosario Crocetta (2012-2017), Nello Musumeci (2017-2022), Renato Schifani (dal 13 ottobre 2022 e ancora in carica). Il quartetto sono indagati nella duplice veste di commissari di Governo per l’attuazione delle ordinanze di Protezione civile volte alla mitigazione del rischio e di commissari contro il dissesto idrogeologico. L’indagine coinvolge anche i vertici della Protezione civile regionale: gli ex responsabili Pietro Lo Monaco e Calogero Foti, oltre all’attuale capo Salvo Cocina. Nel registro compare inoltre Vincenzo Falgares, già direttore regionale. Sotto inchiesta, in qualità di soggetti attuatori delle ordinanze sulla mitigazione del rischio frana e delle misure contro il dissesto idrogeologico, risultano anche Salvo Lizio, Maurizio Croce, Sergio Tuminello e Giacomo Gargano, delegato l'ufficio per 39 giorni. Indagata, infine, Sebastiana Coniglio, responsabile dell’Ati incaricata di eseguire le opere di mitigazione, finanziate con 12 milioni di euro rimasti - secondo la procura gelese - inutilizzati

Le repliche

«Apprendo dalla stampa la notizia della mia iscrizione nel registro degli indagati di un'indagine anche a mio carico per la frana di Niscemi.  Ritengo si tratti allo stato di un atto dovuto attesa la complessità degli accertamenti che dovrà condurre la Procura della Repubblica di Gela. Come sempre ripongo la doverosa fiducia nell' operato degli inquirenti e auspico che a breve sia chiarita la mia assoluta estraneità ai fatti», commenta Raffaele Lombardo, leader del Movimento dell'Autonomia ed ex presidente della Regione