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il caso

Garlasco, la lite in tv riapre la ferita: chi ha calpestato il sangue di Chiara?

Scontro di fuoco tra Giletti e il generale Garofano sulla scena del crimine. A 19 anni dall'omicidio i rilievi originari tornano sotto accusa

15 Aprile 2026, 16:15

16:20

Garlasco, la lite in tv riapre la ferita: chi ha calpestato il sangue di Chiara?

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A quasi diciannove anni dall’omicidio, il caso di Chiara Poggi non ha mai davvero abbandonato il suo alone di incertezza. Il delitto di Garlasco continua a spaccare opinione pubblica, addetti ai lavori e aule giudiziarie, riaccendendosi periodicamente attorno a dettagli che si ritenevano ormai superati.

L’ultimo corto circuito mediatico è andato in scena in televisione, con un acceso confronto tra il giornalista Massimo Giletti e l’ex comandante del Ris di Parma, Luciano Garofano. Al centro dello scontro non c’è una nuova rivelazione, ma una porta a soffietto: quella della cantina della villetta di via Pascoli, dove il 13 agosto 2007 fu rinvenuto il corpo della giovane.

Il nodo irrisolto riguarda l’eventuale contatto dell’assassino, scendendo le scale, con il sangue visibile al suolo e la ragione per cui non sarebbero rimaste tracce evidenti su pavimenti e stipiti.

Garofano difende la completezza dei rilievi compiuti all’epoca, bollando alcuni dubbi visivi come “illusioni fotografiche”, mentre Giletti sostiene che sarebbero stati opportuni accertamenti ben più invasivi, fino allo smontaggio della struttura.

All’inizio del 2026 la famiglia Poggi ha disposto una nuova consulenza tecnica per sovrapporre l’immagine della pozza di sangue ai movimenti attribuiti ad Alberto Stasi, allo scopo di verificare se fosse effettivamente possibile attraversare l’area senza contaminarsi.

A rendere il “caso Garlasco” tanto anomalo è la coesistenza di due piani distinti. Da un lato vi è una verità giudiziaria definitiva: la condanna in Cassazione a 16 anni per Alberto Stasi, pronunciata il 12 dicembre 2015. Dal 11 aprile 2025 Stasi beneficia della semilibertà per svolgere attività lavorativa e intraprendere un percorso di reinserimento sociale, restando per la giustizia l’unico colpevole.

Dall’altro, la Procura di Pavia conduce una rinnovata iniziativa investigativa incentrata su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. A muovere questa pista è il capitolo genetico: il DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima, ritenuto riconducibile alla linea paterna del nuovo indagato. Su tale base, nel marzo 2025 è stato accolto un maxi incidente probatorio per analizzare tracce e reperti, alcuni dei quali mai esaminati prima.

La schermaglia tra Giletti e Garofano ne è un esempio, acuita anche dal fatto che l’ex capo del Ris, nel marzo 2025, aveva dato la propria disponibilità — poi ritirata a settembre — a diventare consulente della difesa dello stesso Sempio.

Lo scontro accesissimo è avvenuto in diretta a “Lo Stato delle Cose”. L’avvocata Boccellari, legale di Stasi, ha chiesto al generale Garofano conferma del fatto che “ribadì che non vennero fatte analisi genetiche sull’intera porta ma solo su un punto. Me lo conferma?”, ricevendone l’assenso. A quel punto il conduttore, Giletti, ha manifestato forte perplessità: “È una porta molto importante generale, perché portava dove c’era il corpo di Chiara, non è una porta banale, probabilmente l’assassino poteva anche averla aperta”. Il generale si è innervosito: “Ma come si fa a parlare, mi scusi, se mi interrompe ogni secondo?”. La replica di Giletti ha ulteriormente alzato i toni: “La interrompo perché sono semplicemente un soldato, ma non me ne frega niente dei gradi sto ponendo delle domande alle quali lei non mi risponde. Quella porta non è una porta banale, è la porta dove c’era il corpo di Chiara. Se mi permette, va bene che la spazzatura la esaminate dopo 8 mesi, va bene che venga verificata dopo 20 anni, ma la porta dove c’è un corpo di una ragazza io l’avrei smontata, l’avrei vista tutta e avrei fatto l’analisi genetica del DNA, tutto qua, e adesso può parlare. Ca**o”. Garofano ha quindi chiuso ogni spiraglio al confronto: “Io non commento più perché ho dato tutte le mie spiegazioni, lei – come è stato nella puntata precedente – evidentemente vuole provocarmi, io ho fatto insieme ai miei collaboratori tutto quello che era necessario fare alla presenza dei consulenti di parte quindi non merita nessun commento la sua risposta o quella di altri, grazie”. Nonostante l’insistenza del conduttore – “Alle mie domande è pregato di dare una risposta. Nella mia ignoranza e incompetenza avrei controllato tutta la porta” – il generale è rimasto inflessibile: “Lei non merita nessun’altra risposta”.