l'incontro
La rivoluzione della "restanza": l'entroterra siciliano lancia la sfida del futuro
Patto tra Cisl, Vescovi e Università Kore a Enna: via al rilancio delle aree interne tra protagonismo giovanile, risorse uniche e nuove sfide migratorie
La chiamata all’azione perché “la restanza” dei giovani si compia e le aree interne siciliane escano dallo stato di svantaggio attuale, puntando su una nuova visione che valorizzi non solo giovani e famiglie, ma anche le migrazioni, assieme a un nuovo utilizzo delle risorse e una nuova visione di ciò che le rende uniche e alternative, è partita oggi pomeriggio dall’auditorium Napoleone Colajanni della Kore di Enna, ateneo partner di Cisl e Cesi, in un protocollo d’intesa che vuole rilanciare le aree interne siciliane riportandole al ruolo di protagoniste del futuro.
Una tavola rotonda, quella dedicata a “Da marginalità a centralità. Lo sviluppo delle aree interne della Sicilia”, moderata dal nostro direttore Antonello Piraneo, voluta dai tre partner come primo atto formale per dare avvio a un allargamento della partecipazione, per arrivare a proposte concrete, tra cui alcune già messe in campo, che partono da una fotografia ragionata della realtà, con lo studio sulle condizioni socio-economiche delle aree interne siciliane presentato da Giulio Pedrini, docente di politica economica dell’ateneo ennese.

Dopo i saluti di Cataldo Salerno, presidente dell’Università Kore di Enna, Antonino Raspanti, presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, e Maurizio Dipietro, sindaco di Enna, le introduzioni di Giancarlo Giuseppe Marciante, delegato Cesi per i problemi sociali e il lavoro; Raffaele Scuderi, direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Giuridiche della Kore; Diego Bivona, presidente di Confindustria Sicilia, e Luigi Rizzolo, presidente di Sicindustria; Roberto Gambino, vicepresidente di Anci Sicilia; Leonardo La Piana, segretario generale della Cisl Sicilia.
A chiudere i lavori, Ignazio Ganga, segretario nazionale della Cisl.
Tiziana Tavella