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16 aprile 2026 - Aggiornato alle 09:08
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Comune di Palermo

Addizionale Irpef, mazzata evitata al fotofinish

Dopo l’ok del governo nazionale arriva nell’ultimo giorno utile la delibera contro l’aumento. Sala Martorana si spacca e poi si accorda. Lagalla: «Passività dimezzate». L’assessore Alaimo: «Un grazie all’opposizione»

16 Aprile 2026, 07:00

Addizionale Irpef, mazzata evitata al fotofinish

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Niente aumento Irpef. Comincia con un video esultante del sindaco Roberto Lagalla - «più della metà della situazione debitoria ereditata è stata smaltita» - e con un comunicato dell’ex vicesindaco Carolina Varchi, sua consulente per i rapporti con Roma e già assessore al Bilancio, la giornata della mazzata ufficialmente schivata, quella di centinaia di euro a capoccia in più di addizionale Irpef, a pesare sulle tasche dei palermitani. Diventano delibera, i sussurri in capigruppo lunedì e l’annuncio a La Sicilia da parte dell’assessore Brigida Alaimo, che la barca del no al rincaro, tempestata di paure fin dal primo termine del 31 dicembre, era felicemente approdata. Sul filo di lana, prima del termine del 15 aprile - riaggiornato grazie alla “scoperta” di una norma che allungava l’iniziale proroga fissata al 28 febbraio - è arrivata la nota di assenso della Commissione stabilità finanziaria enti locali del Ministero dell’Interno, dopo che l’ultima richiesta del sindaco per modificare l’Accordo Stato-città nel punto dell’aumento di aliquota, era datata 31 marzo. Dell’11 marzo, l’estremo allarme del ragioniere generale Bohuslav Basile: in aula ha ribadito il riferimento ai 40 milioni di euro di maggiori risorse ottenute nel 2023 nella legge finanziaria che, assieme a un bilancio in sostanziale equilibrio, hanno convinto il Ministero.

Più che una maratona, una corsa folle, dunque, che politicamente ha creato più di qualche crepa. Non solo l’opposizione ne ha fatto una questione di «stile, rispetto e correttezza istituzionale», a proposito della video-nota del sindaco e delle righe della Varchi, sollecita a ringraziare il sottosegretario Wanda Ferro, presidente Cosfel. E non anche il consiglio comunale e la commissione Bilancio che in tempi record - le 12 ore tra l’inoltro della nota e la seduta di consiglio - ha sfornato l’emendamento che tiene inchiodata l’aliquota all’1,030 per cento evitando lo schizzo all’1,404. Agli interventi di Ugo Forello di Oso, Mariangela Di Gangi del Pd e Carmelo Miceli del misto, si è associato Domenico Bonanno di Generazione Palermo, che ha rimarcato la cronica piaga della scarsa presenza degli esponenti di maggioranza in aula. Miceli - rintuzzato da Antonio Rini di FdI - ha insistito su una presunta autoreferenzialità di Fratelli d’Italia nella corsa al merito per il provvedimento, da parte della corrente cui non appartiene lo stesso presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Milazzo. Forello ha preteso la messa agli atti della «premonizione» delle minoranze, che «già il 12 gennaio, mentre l’amministrazione portava in consiglio la delibera di aumento, avevano preparato un emendamento praticamente identico. Lo ritireremo solo se ci sarà riconosciuto il decisivo ruolo in questo iter, considerando anche che l’Accordo con lo Stato prevede l’aumento di 14 milioni di gettito per il 2027 più altri 8 per il 2028, quindi sarebbe stato il caso di negoziare per il triennio». L’assessore Alaimo ha acconsentito, ringraziando pubblicamente e auspicando «sempre lo stesso spirito cooperativo».