il contenzioso
Piano scuole, il Tar verso la sentenza: possibile svolta sul caso Rizza
I giudici della terza sezione hanno deciso di saltare la cautelare e pronunciarsi nel merito del ricorso
Il colpo di scena è che i giudici amministrativi della terza sezione del Tar Catania si pronunceranno non sulla richiesta cautelare, che era di sospensiva del provvedimento impugnato, ma andranno direttamente a sentenza.
Ritengono di avere elementi sufficienti per poter esprimere direttamente un giudizio: il collegio ne ha dato avviso ieri mattina agli avvocati delle due parti, al termine della Camera di consiglio.
Si è svolta, dunque, la discussione del ricorso presentato dal Comitato “Tuteliamo l’istituto Rizza”, contro la delibera della ex Provincia con il cosiddetto Piano scuole che, con l’obiettivo del risparmio dalla dismissione degli affitti e il conseguente domino di istituti scolastici, ha finito per spostare il Rizza dalla propria sede storica, alla sede dell’Insolera di via Modica, lasciando il Palazzo degli studi interamente al Corbino.
Soluzione, come raccontiamo da mesi, molto contestata in città anche per ragioni storiche e identitarie. Contestazione che ha prodotto, tra le altre cose, questo ricorso al Tar presentato inizialmente dall’Avvocatura dello Stato, che aveva ritenuto congrue le doglianze del Rizza e impugnato in sua vece.
Successivamente però l’organo legale dello Stato lo lasciava decadere, per sopravvenuta incompatibilità, visto che anche un’altra scuola controinteressata aveva chiesto di costituirsi. Alla fine il ricorso è stato presentato da un Comitato di insegnanti pro Rizza.
Ieri si è svolta la Camera di consiglio. Secondo la difesa del Libero consorzio il ricorso sarebbe stato presentato da chi non ne aveva formalmente diritto: difetterebbe, dunque, di legittimazione ad agire o di interesse a ricorrere.
Questo, nelle intenzioni della difesa dell’ente, potrebbe far decidere i giudici per l’inammissibilità. Senza che gli stessi entrino nel merito del ricorso, dove invece ci sono parecchie doglianze che il legale che difende le ragioni del Rizza ritiene degne di accoglimento.
Una di queste è che la delibera del Piano scuole potrebbe peccare di difetto di motivazione: ci sarebbero, in sintesi, altre strade percorribili per raggiungere l’obiettivo dichiarato dall’ente, che è quello del risparmio, senza che queste comprendano l’obbligo di trasferire il Rizza dalla sua sede storica. Non avere intrapreso queste strade alternative, e non averne spiegato le ragioni, rappresenterebbe un difetto di motivazione, elemento essenziale dei provvedimenti amministrativi, pena l’illegittimità.
Ieri le parti hanno discusso e i giudici si sono ritirati in decisione. Avvisando che emetteranno sentenza in forma breve. Non si pronunceranno, dunque, sulla richiesta cautelare, ma si determineranno nel merito.
Condizione prevista dal codice di procedura del processo amministrativo, quando il ricorso ha un esito manifesto.
Non si sa in che direzione i giudici si siano determinati. Se si pronunciassero sull’inammissibilità avrebbe pagato indurre l’Avvocatura a far decadere il ricorso, senza che altra parte si sia alla fine costituita. Entro il mese attesa la sentenza.