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Il rimpallo

Indagati per frana a Niscemi, a Palermo gli animi si surriscaldano: è già iniziato lo scaricabarile

La Regione accusa il Comune: «Non ha progetti caricati sulla piattaforma Rendis». Tra gli indagati anche il presidente della Regione Renato Schifani

16 Aprile 2026, 11:50

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Indagati per frana a Niscemi, a Palermo gli animi si surriscaldano: è già iniziato lo scaricabarile

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A Palermo il clima è teso. Il presidente della Regione Renato Schifani vuole vederci chiaro sul “caso Niscemi”, a maggior ragione adesso che il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati come quello del suo fedelissimo amico Sergio Tuminello, a capo dell’ufficio del dissesto idrogeologico, la cui nomina è avvenuta su chiamata diretta dopo un bando revocato dallo stesso Schifani che cercava prima qualche dirigente regionale in pensione. La rosa dei nomi c’era, la decisione non c’è stata.

Dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati sia Schifani che Tuminello hanno preso carta e penna e hanno scaricato le colpe sul comune di Niscemi. «Nell’arco di 9 anni non è pervenuta alla struttura commissariale alcuna richiesta, neppure a seguito della frana del 2019». Una data nevralgica, una frana che - con dimensione diverse - si riversò sulla strada provinciale 12, la stessa per la quale ora l’ufficio regionale - dopo aver saputo lo scorso mese di agosto dal Comune che non ha rup a disposizione - ha bandito la gara per la progettazione esecutiva. E sempre sulla sp 12 c’è stata la prima frana del 15 gennaio. Un’arteria, quindi, simbolo del dissesto di una collina che poi è venuta giù.

Il progetto del Comune di Niscemi - poi archiviato - riguarda la zona oggi interessata dalla frana e l’autorità di bacino ha chiesto per ben due volte al Comune di adeguare i progetti alla normativa del 2021. Non è stato fatto e i progetto sono stati archiviati. Insomma messi in un cassetto da cui potranno essere ripescati solo nel momento in cui diventeranno conformi. È questa la macchina della burocrazia. E la scelta dei progetti che devono essere finanziati? Viene effettuata in base ad un voto nella graduatoria regionale che viene aggiornata di volta in volta. In parole povere se ci sono rischi per l’incolumità lo schema progettuale può essere trasformato in cantiere. Il tutto passa sempre da Palermo, dall’ufficio del dissesto idrogeologico che individua componenti di gara e procede all’aggiudicazione.

Uno scaricabarile di competenze tecniche che in questo caso ha riguardato Niscemi, ma non è l’unico caso in un’isola in cui gli enti - comunali e provinciali - fanno i conti con la carenza di personale tecnico, con una formazione che spesso non avviene per carenza di fondi e di procedure che cambiano in base a chi è al Governo. E l’ultima nota di indirizzo presidenziale sul dissesto idrogeologico, le competenze degli uffici del commissario, dell’autorità di bacino e della protezione civile è datato ottobre del 2023.

L’indagine sulla frana di Niscemi non è ancora conclusa - si tratta ancora di una fase preliminare e l’elenco degli indagati potrebbe ulteriormente allungarsi nel momento in cui si metterà mano ai mancati interventi sulle reti idriche e fognarie della collina - gli avvisi di garanzia ancora non sono arrivati ai tredici indagati i quali non conoscono realmente quali inadempienze avrebbero compiuto. Ovviamente siamo a 90 giorni dalla frana, un primo bilancio dal punto di vista amministrativo-giudiziario è stato compiuto. Ma per reggere un processo ci vogliono le prove e la procura di Gela è chiamata a trovarle per sostenere un dibattimento.