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16 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:42
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la lettera

L'arcivescovo Lomanto scrive al Papa: «Fermare il delirio di onnipotenza»

La Chiesa di Siracusa si stringe attorno a Papa Leone XIV: l’appello a giustizia, dignità e pace tra i popoli

16 Aprile 2026, 16:16

16:21

L'arcivescovo Lomanto scrive al Papa: «Fermare il delirio di onnipotenza»

Monsignor Lomanto con l'allora cardinale Prevost

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L’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, ha scritto a Papa Leone XIV per esprimere vicinanza e sostegno dopo gli attacchi rivolti al presidente degli Stati Uniti, stigmatizzando i toni ritenuti “inaccettabili” da parte di esponenti politici.

Il Pontefice si trova attualmente in viaggio apostolico in Africa, un itinerario che lo stesso Lomanto definisce “delicato e appassionante”, finalizzato a confermare nella fede le comunità di un continente che ha visto le origini del cristianesimo. Nella lettera, l’arcivescovo richiama le parole pronunciate dal Papa all’inizio del viaggio: «Dio desidera per ogni Nazione la pace», una pace intesa non soltanto come assenza di conflitti, ma come espressione di giustizia e dignità.

Nel messaggio emerge anche il riferimento al contesto internazionale segnato da numerosi conflitti. Lomanto sottolinea come il Pontefice, “di fronte all’inasprirsi delle guerre che interessano quasi un centinaio di Paesi”, continui a testimoniare “la forza del Vangelo con la mitezza”, ribadendo la convinzione che la giustizia prevarrà sull’ingiustizia e che la violenza non avrà l’ultima parola. Da qui il richiamo, più volte ribadito sin dall’inizio del pontificato, a una “pace disarmata e disarmante”.

Nel passaggio più netto, l’arcivescovo denuncia le parole rivolte al Papa da chi ricopre responsabilità politiche, definendole “del tutto inaccettabili” e affermando che esse meritano una ferma condanna.

Lomanto rinnova quindi la vicinanza della Chiesa siracusana, unendosi alle intenzioni di preghiera per la pace e indicando nella dimensione spirituale una via per “infrangere la catena del male” e arginare quello che definisce un crescente “delirio di onnipotenza”.

In conclusione, l’arcivescovo affida l’appello a Maria Santissima Regina della Pace, richiamando l’evento delle lacrime del 1953 a Siracusa, e invoca il dono di una pace autentica, “disarmata e disarmante”.