Museo Riso
Dialoghi tra arti e maestri, rassegna contemporanea a Palermo
Fino al 2 ottobre “Cantiere Cultura e del Contemporaneo”, un ciclo di incontri che trasforma il museo in un laboratorio pubblico di dibattito e confronto
Il Museo RISO come officina del pensiero libero e creativo.
Dallo scorso 14 marzo e sino al prossimo 2 ottobre il polo regionale d’arte moderna di Palermo ospita infatti “Cantiere Cultura e del Contemporaneo”, un ciclo di incontri che trasforma il museo in un laboratorio pubblico di dibattito e confronto.
L’iniziativa, nata da un'idea di Roberto Grossi e curata con Evelina De Castro, si divide in quattro appuntamenti.
Dopo il primo - svoltosi il 14 marzo e che ha visto dialogare il maestro Emilio Isgrò, il regista Giuseppe Tornatore, e lo storico dell’arte Gabriele Simongini su come la creatività possa farsi bene comune e generare legami sociali - domani alle 18 la manifestazione proseguirà con un’analisi delle dinamiche tra istituzioni e mercato condotta da Alessia Cellitti, architetto della Presidenza della Repubblica, Andrea Cusumano, direttore artistico di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, e Adriana Polveroni, direttrice artistica del festival romano Arte in Nuvola.
Il dibattito esplorerà l’evoluzione dei linguaggi artistici attuali, seguendo il ciclo che lega la realizzazione dell'opera al suo consumo e al suo valore economico.
Una riflessione sullo stato dei giovani artisti che si trovano ad operare in un mondo che offre nuove possibilità per esprimersi, ma che allo stesso tempo è segnato inevitabilmente da precarietà e ostacoli, con una negligenza da parte delle istituzioni che ne condizionano lo sviluppo.
Il ciclo proseguirà il 12 giugno con il confronto tra Christian Greco, direttore del Museo Egizio, e Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, sul delicato equilibrio tra memoria antica e innovazione, e troverà la sua conclusione il 2 ottobre mettendo a confronto lo scrittore e psicoanalista Massimo Ammaniti con il mecenate Antonio Presti, sull’accesso alla cultura come pilastro per una società vitale.