LA TRAGEDIA
«Mi laureo oggi»: la tragedia di Miriam e il peso di un segreto tenuto fino all'ultimo
Le indagini sulla morte della studentessa siciliana trovata senza vita a Roma
Vanno avanti le indagini sulla morte di Miriam Indelicato, la studentessa universitaria siciliana fuori sede di 23 anni trovata senza vita ieri mattina nell’androne del palazzo in cui abitava nel quartiere Trieste a Roma.
Dai primi accertamenti è emerso che aveva detto ai genitori - che nel frattempo hanno raggiunto Roma - che si sarebbe laureata proprio nel pomeriggio di giovedì all’università Luiss (Libera Università Internazionale degli Studi Sociali). In base alle verifiche degli investigatori, però, la ragazza non era più iscritta all’università dal 2024.
Così quello che doveva essere un giorno di festa si è trasformato in tragedia. A dare l'allarme era stato il portiere del palazzo dove la ragazza abitava, ma i soccorsi sono stati inutili. Sul posto la polizia che ha avviato indagini. L’ipotesi è che la ragazza si sia suicidata lanciandosi dalla tromba delle scale.
Nelle ore successive alla diffusione della notizia, il cordoglio ha toccato un’area ampia del Trapanese, la zona di cui era originaria Miriam. La giovane era profondamente legata a Santa Ninfa, il paese d’origine della madre, dove era cresciuta e dove tornava spesso. Ma il dolore si è propagato con la stessa intensità anche a Campobello di Mazara, terra del padre, e a Tre Fontane, la frazione balneare dove trascorreva le vacanze estive. A questo si aggiunge Castelvetrano, città in cui aveva frequentato il liceo delle Scienze Umane, costruendo relazioni e amicizie che oggi si sommano al cordoglio della famiglia.
È anche per questo che la notizia ha avuto un effetto così immediato nel territorio del Belice e nel versante trapanese. «La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per tutti e lascia un profondo vuoto nel cuore dei suoi familiari e di coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla. A nome di tutta la comunità, in questo triste momento, esprime profondo cordoglio a tutti i suoi cari, ai quali umanamente si stringe con affetto e rispetto» ha detto il sindaco di Santa Ninfa.
«La tragica scomparsa di Miriam ci lascia senza parole e profondamente colpiti - ha invece affermato il primo cittadino di Campobello di Mazara - Esprimo il più sincero cordoglio e vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che le volevano bene. Di fronte a una perdita così dolorosa, ogni parola sembra insufficiente. È un momento di silenzio, rispetto e riflessione per tutti noi. Ci stringiamo con affetto alla sua comunità d’origine e confidiamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Riposa in pace».
In paesi e comunità così piccole dove i legami familiari, scolastici e di vicinato continuano a tenere insieme generazioni diverse, la morte improvvisa di una studentessa giovane viene percepita come una ferita collettiva. Non riguarda solo “gli altri”. Riguarda la compagna di scuola, l’amica dell’estate, la ragazza vista crescere, la studentessa partita per Roma con l’idea di costruirsi un domani e invece inghiottita da un segreto tenuto fino all'ultimo.
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