BENI CONFISCATI
Acireale, dove c’era la mafia nasce un parco. Il sindaco: «Quest'area torna a vivere con funzione sociale»
Al via il cantiere in contrada Zaccanazzo: l’area di 1750 metri quadrati, sottratta alla criminalità, ospiterà attività educative e ricreative per i più giovani
Un tempo simbolo del potere della criminalità organizzata, oggi cantiere di speranza e aggregazione sociale. Ad Acireale, in contrada Zaccanazzo, sono ufficialmente partiti i lavori di riqualificazione del terreno confiscato alle mafie: un’area di circa 1750 metri quadrati, situata strategicamente tra via Barbagallo e via Cerami, che si appresta a cambiare volto per tornare a disposizione della collettività.
Nei giorni scorsi, l’assessore alla Legalità e ai Beni confiscati, Gracy Urso, ha effettuato un sopralluogo tecnico per monitorare l’avanzamento degli interventi. Le operazioni in corso vedono impegnate diverse squadre di operai nella pulizia profonda della zona, nella sistemazione del verde e nella messa in sicurezza dell'intero perimetro. Il progetto di recupero può contare su un finanziamento di circa 14.700 euro stanziato dal ministero dell’Interno attraverso il "Fondo per la legalità". L'obiettivo dell'Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Barbagallo è ambizioso: trasformare questo spazio, dotato anche di una piscina, in un polo educativo e ricreativo d'eccellenza. «Stiamo seguendo da vicino ogni fase dell’intervento - ha dichiarato l’assessore Urso - vogliamo restituire alla città uno spazio funzionale e inclusivo, dove i più piccoli possano svolgere attività in totale sicurezza».
La valenza dell'operazione non è solo urbanistica, ma profondamente etica. Il terreno, trasferito al patrimonio comunale dall’Agenzia Nazionale per i beni confiscati, deve diventare, secondo le intenzioni del primo cittadino, un punto di riferimento per le famiglie e le associazioni locali. «Un bene sottratto alla criminalità deve tornare a vivere con una funzione sociale, generando opportunità e inclusione - sottolinea il sindaco Barbagallo - vogliamo che il riutilizzo di questi spazi sia il segnale tangibile di una comunità che si riappropria del proprio territorio».
La strategia della legalità ad Acireale non si ferma a contrada Zaccanazzo. Mentre nei prossimi mesi verranno ultimati gli interventi nell'area attuale, la Giunta comunale ha già mosso i passi successivi: è stata approvata la manifestazione di interesse per acquisire altri due immobili confiscati in contrada Fossa dell’Acqua. Questi beni, inseriti nella Piattaforma unica delle destinazioni (Pud), rappresentano il prossimo tassello di un mosaico che mira a cancellare l'ombra del malaffare, trasformando strutture una volta inaccessibili in nuovi polmoni di socialità e legalità per tutta la cittadinanza acese.