la tragedia del 2025
Funivia Faito, la Procura: «Errore umano e controlli insufficienti»
Per i magistrati l'incidente poteva essere evitato: al centro delle indagini presunte omissioni nei controlli
La cabina numero due della funivia del Monte Faito non sarebbe precipitata a causa dei forti venti che il giorno precedente alla tragedia avevano superato anche i 100 km/h, ma per effetto di quella che la Procura definisce “incuria umana”.
Ne è convinto il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che a un anno dall’incidente costato la vita a quattro persone — il conducente e tre turisti stranieri — e il ferimento di una quinta, ha fatto il punto in una conferenza stampa. «Una tragedia evitabile», ha sottolineato, aggiungendo che l’episodio «dovrebbe insegnare molto» soprattutto sul piano della prevenzione: i controlli, ha detto, «devono essere effettivi, periodici e svolti con oculatezza».
Alla conferenza erano presenti anche rappresentanti dei Vigili del Fuoco, della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del commissariato di Castellammare di Stabia. Il procuratore ha ricordato come le indagini siano state avviate immediatamente dopo l’evento, sia alla stazione a valle della funivia sia sul punto in cui la cabina è precipitata. Le operazioni si sono rivelate fin da subito complesse a causa dell’area impervia, con la cabina rimasta sospesa lungo il versante della montagna, trattenuta da alcuni alberi su una parete quasi verticale a circa quaranta metri dalla strada.
Fragliasso ha inoltre illustrato la dimensione del procedimento, evidenziando la complessità dell’inchiesta e delle attività peritali: 26 gli indagati, 24 le persone offese tra sopravvissuti e familiari delle vittime, 29 avvocati coinvolti tra difese e parti civili, oltre a consulenti tecnici del pubblico ministero, periti del tribunale e numerosi consulenti delle parti private. L’area interessata dalle indagini si estende per circa dieci ettari.
Imponente anche l’apparato operativo: 158 accessi dei Vigili del Fuoco con oltre 1.370 uomini impiegati per il recupero dei resti della cabina e delle altre componenti, oltre che per la messa in sicurezza dei percorsi di accesso. La Polizia di Stato ha effettuato più di cento sopralluoghi, mentre la Polizia scientifica ne ha svolti circa ottanta, per un totale di quasi 150 giornate di lavoro e circa 600 unità impegnate nel recupero e nella catalogazione di 44 reperti. Le operazioni di recupero della cabina, del carrello e del traliccio si sono protratte per circa tre mesi, tra agosto e dicembre 2025.