le tappe
Autotrasporto, la protesta parte dalla Sicilia e diventa nazionale: fermo proclamato per maggio
Unatras annuncia lo stop dei tir contro il caro gasolio. Ecco le date e i motivi della mobilitazione
È la Sicilia a dettare i tempi e la temperatura della crisi dell'autotrasporto. Dopo i blocchi che nei giorni scorsi hanno interessato i principali scali portuali dell'isola, il comitato dei trasportatori siciliani ha deciso di concedere una tregua parziale: il fermo dei tir è stato sospeso in attesa della convocazione ufficiale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, fissata per il 22 aprile.
Tuttavia, quella che sembrava una crisi regionale si è trasformata in queste ore in una mobilitazione generale.
Unatras proclama il fermo nazionale
Proprio mentre a Parigi si discuteva della riapertura dello Stretto di Hormuz per stabilizzare i flussi energetici, a Roma il Comitato esecutivo di Unatras ha rotto gli indugi proclamando il fermo nazionale dei servizi.
"Il settore è al collasso," denunciano le sigle sindacali. Con il gasolio che ha sfondato il muro dei 2 euro al litro, i costi per ogni singolo mezzo pesante sono lievitati di circa 9.000 euro l'anno, rendendo antieconomico ogni viaggio.
Le date della protesta
Il presidente di Unatras, Paolo Uggè, ha tracciato il percorso legale della protesta.
20 aprile: Comunicazione ufficiale alla Commissione di Garanzia.
15 maggio: Possibile data di inizio del blocco (rispettando i 25 giorni di preavviso obbligatori per legge).
Le richieste: non solo carburante. La categoria non chiede solo sconti alla pompa, ma un intervento strutturale che il Governo non avrebbe ancora garantito. Tra i punti fermi della trattativa: credito d'imposta (sblocco immediato dei 100 milioni di euro promessi); liquidità (misure urgenti per sostenere le imprese che viaggiano in perdita); accise (compensazione immediata dei rimborsi spettanti).
Un rischio paralisi per l'economia
L'allarme si sta estendendo a macchia d'olio. Agens (Confindustria) segnala criticità analoghe nel Trasporto Pubblico Locale, mentre Confcommercio preme per un tavolo di confronto immediato: il rischio è che, senza un accordo entro metà maggio, la distribuzione delle merci e l'intera catena logistica italiana subiscano una paralisi totale.
La palla passa ora al tavolo ministeriale del 22 aprile, dove le istanze partite dai porti siciliani diventeranno il banco di prova per la tenuta dell'intero sistema trasporti italiano.