palermo
Città metropolitana al palo: l'opposizione scrive il regolamento e sfida Lagalla. «Senza norme l'aula è solo arredamento»
Lo statuto non ratificato e il rischio di paralisi amministrativa
Il regolamento non esiste dopo un anno, così come lo Statuto non ancora varato definitivamente. Sedute col contagocce, l’ultima è stata quella del 27 febbraio durante la quale è stato approvato il bilancio. Per questo i consiglieri d’opposizione alla Città metropolitana hanno deciso di prendere in mano la situazione. E il regolamento lo hanno scritto loro e depositato, mentre chiedono al sindaco Roberto Lagalla di convocare l’aula a stretto giro per approvarlo. A firmare il documento sono Liborio Maurizio Costanza, Rosario Lapunzina e Giovì Monteleone del Pd, Antonio Randazzo del Movimento 5 Stelle e Fabio Giambrone di Alleanza Verdi e Sinistra.
«È una situazione paradossale - dice Costanza, che materialmente ha messo nero su bianco il documento - il consiglio si è insediato da un anno ma non abbiamo regole. Finora abbiamo utilizzato il regolamento che disciplina la conferenza dei sindaci ma non è corretto. Ma il problema non è solo il regolamento. Mesi fa abbiamo approvato lo Statuto ma ancora la Conferenza dei sindaci non si è espressa. È una situazione mortificante, io non voglio far parte dell’arredamento di sala Martorana».
«Altre realtà metropolitane hanno già provveduto da tempo a dotarsi di strumenti analoghi – rincara Lapunzina - mentre la situazione attuale evidenzia un ritardo che appare sempre meno giustificabile. A ciò si aggiunge la mancata ratifica dello statuto da parte della Conferenza dei sindaci, ulteriore elemento che contribuisce a rallentare l’azione amministrativa. Il rischio concreto è quello di arrivare alla scadenza naturale del mandato senza aver garantito neppure le condizioni minime per il funzionamento dell’istituzione. È quindi necessario un intervento immediato per superare lo stallo e restituire piena operatività al Consiglio metropolitano».
La bozza, che ricalca strumenti analoghi adottati in altri enti, prevede, fra le altre, norme per la costituzione dei gruppi consiliari e la loro organizzazione, per il funzionamento della conferenza dei capigruppo, per l’istituzione delle commissioni consiliari e la loro composizione, su dimissioni e decadenza dei consiglieri, sulle iniziative dei componenti del consiglio come interrogazioni, mozioni e ordini del giorno, sul funzionamento dell’aula.
«È una proposta aperta al confronto e al dialogo», precisa Costanza. Che però individua una responsabilità politica: «C’è una ragionata volontà – accusa – di non consentire alla città metropolitana di espletare le sue funzioni. È vero, questo consiglio ha una scadenza breve ma questo non giustifica la situazione di impasse che viviamo. Questi due anni di consiliatura potevano essere utili proprio per creare l’ossatura, le regole necessarie al funzionamento».