English Version Translated by Ai
18 aprile 2026 - Aggiornato alle 06:45
×

palermo

Costa Sud, allarme per il Parco dello Sperone. La ditta: «I fondi non bastano, a rischio alcuni interventi del progetto»

Dopo l’aggiudicazione della gara l'azienda chiede una sospensione prima dell'inizio dei lavori

18 Aprile 2026, 06:45

06:50

Costa Sud, allarme per il Parco dello Sperone. La ditta: «I fondi non bastano, a rischio alcuni interventi del progetto»

Seguici su

Il progetto c’è, l’appalto aggiudicato, i fondi assegnati. Ma per la realizzazione del Parco a mare dello Sperone, parte integrante della riqualificazione della costa Sud, i problemi potrebbero iniziare ancora prima dell’avvio dei lavori: secondo la ditta appaltatrice i soldi stanziati non basterebbero e alcuni interventi potrebbero saltare.

Il caso esplode in commissione urbanistica dove i tecnici sono stati ascoltati. Il cantiere vale 12,7 milioni di euro finanziati attraverso il Pnrr e prevede la realizzazione di un vero e proprio parco affacciato sul mare. Il progetto di massima prevede la demolizione di manufatti fatiscenti, opere di protezione costiera, ampi spazi verdi e aree per lo sport (ci saranno un campo di calcetto, due di basket, due da tennis, uno skatepark e un’area fitness per un totale di circa 62mila metri quadrati), un’area pedonale. La gara è stata aggiudicata lo scorso dicembre e l’intervento affidato alla Nico srl in collaborazione con European Construction Company spa, azienda già impegnata nell’appalto del nuovo porticciolo della Bandita. L’appalto riguarda sia la fase della progettazione esecutiva che quella della realizzazione vera e propria dei lavori, oltre ad una serie di step intermedi.

Tutte tappe che dovrebbero essere scandite da un cronoprogramma, ma la ditta ha già chiesto una sospensione dei termini (compreso quello per la consegna del progetto definitivo che è già scaduto) per poter effettuare una serie di passaggi nelle commissioni. Passaggi richiesti dalla politica per verificare che tutto stesse procedendo secondo le indicazioni del consiglio. Gli emendamenti su cui il consiglio si era espresso riguardavano i servizi igienici, l’illuminazione, la realizzazione di un parcheggio, la riqualificazione o la demolizione di un edificio adibito a ristorante. E proprio alcuni di questi interventi potrebbero saltare.

«Stando alle dichiarazioni della ditta incaricata della progettazione - dice Giulia Argiroffi, in seconda commissione per Oso - i soldi non sarebbero sufficienti per la definizione dell’intero progetto, motivo per cui risulterebbero già stralciati alcuni interventi, per esempio la riqualificazione dell’immobile storico e la riqualificazione o demolizione dell’edificio attualmente adibito a ristorante, Il Cantastorie. Tali dichiarazioni non sono compatibili con la normativa vigente sui lavori pubblici: infatti la ditta, al momento della partecipazione alla gara d’appalto, prende visione di tutti gli elaborati progettuali e li accetta, non è possibile scoprire in fase di redazione di progetto esecutivo che i denari non sono sufficienti e non è possibile che sia la ditta a decidere eventualmente cosa realizzare e cosa no». Argiroffi chiede un approfondimento, il rischio ora è duplice: da una parte la necessità di una variante di progetto che ne allungherebbe i tempi o uno stop ai lavori, che ancora devono iniziare, nel momento in cui i soldi finirebbero. A meno che il Comune non trovi fra le pieghe del bilancio i fondi necessari a rispettare pedissequamente il progetto originario.