Sei arresti a Camaro
Spari alle abitazioni, faida tra gruppi rivali. Le intercettazioni che hanno incastrato i 6 arrestati
"Mamma, gli ho sparato 50 mila colpi di fucile", la conversazione in carcere tra madre e figlio ha svelato particolari decisivi per le indagini
«Certo mamma, gli ho sparato 50 mila colpi di fucile e pistola», così parla Salvatore Villari, arrestato ieri per i colpi d'arma da fuoco sparati contro un'abitazione di Camaro. Il colloquio con la madre avviene in carcere poco dopo l'atto intimidatorio del 7 dicembre 2024.
Villari era infatti stato arrestato per altre questioni, e nei colloqui con la madre fornisce elementi fondamentali per permettere agli agenti e la procura di Messina di risalire a quel che è successo quella notte. Un uomo si era infatti presentato per denunciare di avere trovato il portoncino d'ingresso secondario danneggiato da un colpo d'arma da fuoco. In quei giorni lui era fuori con la famiglia, e così il vicino gli aveva raccontato che i colpi erano stato esplosi nella notte tra sabato e domenica, mentre lui era fuori casa con la famiglia. L'uomo insisteva con gli agenti di non avere nessun sospetto e nessun conto in sospeso. E così era. Dalle immagini delle telecamere in zona che riprendono i motocicli, i caschi (di cui uno rosa) e le targhe (di cui una in bilico), gli agenti riescono a risalire ai sospettati. Poi determinante risulta la discussione con la madre in carcere, in cui Villari svela il movente, le persone coinvolte, tutto. I colpi erano, infatti, destinati a una casa vicina, quella di Villari. Una faida tra gruppi, per rancori scoppiati a seguito di mancanze di rispetto nei confronti delle famiglie.
I raid sono infatti due, il gruppo di Bertuccelli, infatti risponde a quello di Villari. Così, dopo un anno e mezzo di indagini ieri sono stati arrestati in 6, di cui due ai domiciliari - Manuele ed Emanuele Maffei - e tutti gli altri in carcere: Giovanni Tavilla, Giovanni Bertuccelli, Villari e Ivan Puleo, per come disposto dalla gip Maria Luisa Gullino