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18 aprile 2026 - Aggiornato alle 13:56
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Fermo pesca sospeso, ma i pescherecci restano in porto: armatori annunciano proteste e possibile blocco dello stretto di Messina

Fermato il blocco per scadenza dei termini, ma i pescherecci restano nei porti: assemblea il 20 aprile, richiesta di un tetto al carburante e minaccia di blocco dello Stretto il 1° maggio

18 Aprile 2026, 11:23

11:30

Fermo pesca sospeso, ma i pescherecci restano in porto: armatori annunciano proteste e possibile blocco dello stretto di Messina

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È stato sospeso il fermo del comparto pesca per scadenza dei termini, ma i pescherecci resteranno fermi nei porti. Lo rende noto la Federazione armatori siciliani (Fas) spiegando, col presidente Alfio Fabio Micalizzi, che «non è una resa, ma di un cambio di passo» per un comparto «ormai al limite della sopravvivenza economica e sociale».

Micalizzi, in raccordo con la direzione nazionale dell’Associazione pescatori marittimi professionali, annuncia che lunedì 20 aprile si terrà un’assemblea per «definire le prossime iniziative di lotta» e saranno inviate «richieste ufficiali ai ministeri competenti e alla presidenza del Consiglio dei ministri» per «chiederemo risposte precise, non generiche», perché, aggiunge, «il tempo delle interlocuzioni informali è finito».

Al centro della vertenza resta il costo del carburante. "Serve - spiega Micalizzi - un tetto massimo tra 40 e 50 centesimi al litro. In un contesto economico straordinario come quello attuale, il carburante defiscalizzato per la pesca non può superare i 60-70 centesimi. Oggi paghiamo oltre 1,20 euro al litro, con punte fino a 1,40: è una condizione insostenibile che sta uccidendo le imprese".

«Non accetteremo più - sostiene Micalizzi - misure tampone o annunci. Le promesse fatte quando si era all’opposizione devono tradursi in atti concreti. Il Governo dimostri da che parte sta: o con chi produce lavoro o con un sistema che sta portando alla chiusura centinaia di imprese. La voce dei pescatori non può più essere ignorata. Senza risposte immediate, la protesta è destinata a crescere fino a diventare una vertenza nazionale».

Tra le ipotesi al vaglio dell’assemblea anche il blocco dello Stretto di Messina per il prossimo 1 maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori.