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18 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:08
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Inchieste

Sotto accusa per le intercettazioni, Scarpinato respinge l'ipotesi di un accordo fraudolento: è una falsità che Borsellino non fu informato sulla riunione del 14 luglio 1992

Quella riunione avrebbe informato Borsellino, sostengono sentenze e audizioni, e lui chiese a Natoli di confermarlo in Commissione

18 Aprile 2026, 14:46

14:50

Roberto Scarpinato

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L’ex magistrato a Palermo e senatore del M5s Roberto Scarpinato torna sulla vicenda che lo sta vedendo protagonista in queste settimane per le intercettazioni in cui l'ex collega Gioacchino Natoli parla del giudice Borsellino e della sua famiglia usando termini irriverenti.

«Tenuto conto che gli organi di stampa dell’area di centrodestra continuano ad attaccarmi per una conversazione con Natoli, insinuando un accordo fraudolento, mi trovo costretto a ripetere ancora una volta a chi fa finta di non capire quanto ho già pubblicamente dichiarato, anche in trasmissioni televisive. Alla riunione del 14 luglio 1992 parteciparono quasi tutti i magistrati della Procura di Palermo. Nessuno dei presenti ha mai affermato che in quella riunione non si parlò dell’archiviazione nei confronti di alcuni indagati del procedimento mafia-appalti. E’ dunque una fake news affermare che non se ne parlò e che Borsellino non fu informato. Anche su questa falsità si fonda la tesi secondo cui mafia-appalti sarebbe una causa della Strage di via D'Amelio. Al contrario la Gip Di Caltanissetta Gilda Lo Forti ha espressamente scritto in una sentenza del 15 marzo 2000 che Borsellino era stato informato, e il dott. Lo Forte in un’udienza del 26 novembre 2021 ha dichiarato sotto giuramento che in quella riunione espose in modo analitico i motivi di quella richiesta di archiviazione», dice Scarpinato.

«A tutto ciò si aggiunge - prosegue - che il Procuratore Generale di Cagliari Patronaggio, la cui audizione era stata richiesta dai partiti dei centrodestra, in commissione Antimafia il 29 novembre 2023 ha dichiarato che proprio in quella riunione del 14 luglio aveva appreso di quell'archiviazione parziale, specificando che Lo Forte si era soffermato su spiegazioni tecniche senza entrare nel dettaglio delle singole posizioni. Anche Natoli era presente a quella riunione, fatto questo incontestato. Avendo ascoltato l’audizione di Patronaggio, Natoli mi aveva comunicato che anche lui ricordava quanto da riferito da Patronaggio, commentando che Lo Forte in quella occasione si era dilungato sui profili tecnico-procedurali non per divagare, ma perché essenziali per spiegare la richiesta. Facendo riferimento a questa pregressa nostra conversazione, poco prima che Natoli su sua espressa richiesta venisse audito dalla Commissione Antimafia sulla gestione del procedimento penale sulle cave di Massa Carrara, del quale io non mi ero mai occupato, gli ho anticipato che gli avrei posto una domanda sulla riunione del 14 luglio affinché ripetesse alla Commissione esattamente quanto aveva già riferito a me commentando l'audizione di Patronaggio».